Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

venerdì 29 aprile 2016

Guerrino Babbini presenta il suo libro a Mappano.

Guerrino Babbini accanto a Valter Campioni e Luigi Benedetto. 
Dalla lotta sindacale per la difesa dei posti di lavoro, negli anni della chiusura dello stabilimento Singer di Leinì, passando per momenti di vita personale e famigliare, senza dimenticare mai la centralità delle rivendicazioni della classe operaia, oggi come allora. Questi e molti altri possibili piani di lettura si possono scorgere ed approfondire nel libro di Guerrino Babbini “Quando la fede e la lotta sono di classe”, presentato giovedì sera, nell’ambito degli appuntamenti “Libri in Biblioteca”.
Una serata all’insegna dell’amarcord? Decisamente no. Introdotto dal giornalista e scrittore Luigi Benedetto, un video realizzato con materiali e documenti d’epoca, ha riproposto ai presenti, quel particolare ed a tratti unico, clima politico e sociale, che caratterizzò il mondo leinicese, e non solo quello, nella prima metà degli anni settanta, all’indomani delle mobilitazioni operaie a difesa dei posti di lavoro presso la Singer, un complesso industriale che allora arrivò a contare fino a 1800 lavoratori fra operai ed impiegati. Quasi una città nella città. Se si pensa che allora Leinì era ancora poco più di un borgo agricolo, colpito come da uno tsunami, per l’improvvisa accelerazione della crescita industriale di quel territorio. “Non c’era famiglia di Leinì, Borgaro, Caselle, Settimo, Mappano, addirittura i quartieri a nord di Torino – ricorda Babbini – che non avesse almeno un figlio, una moglie, un marito, una sorella, un fratello, impiegato alla Singer. Immaginatevi l’effetto dirompente che scatenò la notizia dei licenziamenti”.
Da una radio improvvisata, posta nella canonica della parrocchia di Leinì, chiamata radio Singer, inizia la chiamata a raccolta per la lotta. Per la difesa del posto di lavoro. Una appassionata e strenua battaglia, che vedrà come protagonisti gli operai e le operaie di quella fabbrica, ma le stesse organizzazioni sindacali, la popolazioni, fino a uomini della cultura e dello spettacolo, come Dario Fo e Franca Rame, la cantate Milva, Francesco Guccini, che appoggiarono con entusiasmo quella straordinaria mobilitazione collettiva. “Molti hanno voluto dipingere e continuano a farlo la stagione delle lotte sindacali degli anni settanta, come un periodo torbido e sanguinoso, dove gli unici protagonisti era i terroristi e gli artefici delle stragi nere – osserva Babbini che di quegli anni fu un indiscusso leader e protagonisti della mobilitazione a difesa dei posti di lavoro della Singer – ebbene il mio libro, i volti e le interviste di questo video, ci riportano invece un momento di straordinaria solidarietà collettiva, forse uno degli ultimi bagliori della classe operaia novecentesca. Dobbiamo rimuovere tutto mi domando e chiedo?”. Gli fa eco Valter Campioni, presidente del Cim “Non possiamo cadere nei facili sentimentalismi. Ma oggi di lavoro, di politiche per il lavoro, non ne parla più nessuno. E’ tutto in termini astratti. La passione di quei lavoratori ci ricorda che non tutto deve essere necessariamente impalpabile, virtuale, come lo viviamo nella nostra società.” (Davide Aimonetto)