Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

mercoledì 1 giugno 2016

Zinedine Zidane mattatore a Mappano

Maglietta nera, jeans e le immancabili Adidas ai piedi, Zinedine "Zizou" Zidane è arrivato a Mappano alle 15 spaccate di mercoledì 1° giugno, per l'inaugurazione del suo centro sportivo, lo Z5. Una struttura con quattro campi per il calcio a 5 (da cui la sigla che dà il nome al complesso, e che accompagna quella "z" che è diventata una sorta di marchio di fabbrica del campione transalpino), con un corner dedicato alla Adidas, un ampio dehor da utilizzare nella stagione calda e un bar / ristorante.
Tra il folto pubblico presente alla cerimonia ufficiale di inaugurazione, anche il direttore generale della Juventus, Beppe Marotta. «Per me Italia vuol dire Torino - ha ribadito l'attuale allenatore del Real Madrid, fresco trionfatore nella Champions League - A Torino ho passato cinque anni meravigliosi, sono diventato un grande calciatore grazie anche alla Juventus. Una squadra che è sempre nel mio cuore». E che potrà contare, per il prossimo anno, su quell'Alvaro Morata, proveniente proprio dal Real? «Penso che la Juve vorrà tenerlo ancora», ha commentato senza scoprire troppo le carte sulle trattative in corso proprio in questi giorni. E poi, tornando sul centro sportivo: «Spero che la gente venga a giocare qui. Certo, è importante il business ma lo è anche la parte sociale legata a strutture come questa». Tra coloro che calcheranno quei campi ci saranno senza dubbio i ragazzi di Borgaro, dal momento che tra il Comune e lo Z5 è stata stipulata un'apposita convenzione. E poi il fuoco di fila di domande da parte degli addetti ai lavori e delle autorità presenti. A partire da un tema di strettissima attualità: il rapporto tra immigrazione e terrorismo alla luce anche degli europei di calcio che prenderanno il via tra qualche 
giorno proprio in Francia: «Non so, queste sono cose che non c'entrano con il mondo dello sport». Il rapporto con la famiglia, così evidente in questo progetto che vede Zizou nelle vesti di imprenditore assieme ai suoi fratelli: «L'idea di questo centro è nata 12 anni fa, in Francia, proprio con i miei fratelli. Per me la famiglia è una cosa importante, proprio come lo è per voi italiani». La cosa più bella? «Scendere in campo tutti i giorni con i miei giocatori. Proprio questo, il campo, il rapporto con i giocatori, mi ha fatto capire che l'unica cosa che potevo fare una volta terminata la carriera di atleta, era quella di fare l'allenatore». Infine quello che in linea teorica doveva essere il taglio del nastro ma che, trattandosi di un campione che a calcio ha vinto tutto quanto era possibile vincere, sia con le squadre di club, sia con la propria nazionale, è diventato... un calcio ad un pallone.

Cristiano Bellini, direttore Z5
Il "taglio del nastro"

Beppe Marotta

Col sindaco Claudio Gambino

I giovani tifosi