Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

venerdì 9 settembre 2016

Borgaro, a Latella non piace l'Arcobaleno

Al consigliere Marco Latella non piace l’arcobaleno. Non che, al termine di un temporale, si rifiuti di guardare dalla finestra per non incocciare l’iride con lo sguardo, quello no. Però di dare la sua benedizione a quel nome, “Arcobaleno”, ad un’area verde cittadina, proprio non se l’è sentita. Il tutto nel corso della seduta della commissione toponomastica, indetta con lo scopo di assegnare i nomi alle aree verdi di via Ciriè e delle Canavere. “Arcobaleno” e “Fantasia” le proposte pervenute, inoltrate dal Circolo Berlinguer, e sulle quali si è lungamente dibattuto: segno che le vacanze sono finite a tutti gli effetti, e la politica, con le sue battaglie e le sue polemiche, sta nuovamente entrando nel vivo. «Il problema di fondo è semplice - commenta Latella - Il regolamento parla chiaro: potevano essere scelti nomi di personaggi legati alle favole e dei cartoni animati, o comunque riferiti al mondo del bambini. E se c’è un regolamento, deve essere rispettato. Dunque, se per “Fantasia” poteva esserci un collegamento con l’omonimo cartone della Disney, per “Arcobaleno” non vi era alcun aggancio. La mia proposta è stata quella di contattare l’associazione che aveva avanzato i due nomi, cui va comunque il mio plauso per essersi attivata, e di invitarla a proporre un nominativo che rispettasse le regole. Ma i componenti della maggioranza in commissione non hanno voluto sentire ragioni». Tutti qui i motivi della contrarietà? «Questo era senza dubbio il principale - aggiunge - C’è poi stato un cittadino, non vicino alla mia parte, che ha  sottolineato il fatto che il termine “Arcobaleno” si riferisce ad una precisa esperienza politica. E non mi è sembrato corretto mischiare la politica con un’area dedicata ai bambini». «Ma quale politica e politica - ribatte il capogruppo Beppe Ponchione - Erano nomi poetici, pieni di luce, che evocano il mondo dei bambini. E per questo motivo sono comunque stati approvati».