Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

martedì 20 settembre 2016

Leinì, parete "pericolosa" alla palestra della Anna Frank


Il muro incriminato
La palestra della scuola “Anna Frank”, nella quale svolgono attività fisica non solo i bambini dell’elementare ma anche alcune associazioni del territorio, non è a norma. E in particolar modo non lo è una parete, quella dotata dell’uscita di sicurezza (fuori norma anch’essa, per la cronaca...) che, se sollecitata, oscilla pericolosamente. Con tutti i rischi che una situazione simile può comportare.
«Durante un sopralluogo per verificare i lavori svolti sulla palestra - spiega l’assessore Valter Camagna - ci si è resi conto che l'uscita di sicurezza, l'unica della palestra, non è larga come indicato nei disegni e nelle documentazioni allegate al Certificato di Prevenzione Incendi che la scuola ha ottenuto nel 2012. Infatti, anziché di 180 centimetri, le porte sono solo di 150. Non è solo un errore veniale o formale, perché nella prevenzione incendi le misure sono fondamentali per garantire l'effettivo deflusso delle persone in caso di calamità, e perché da questo ne discende l'adeguatezza o meno della struttura. Ma non è stata questa l’unica sorpresa. Mentre si cercava di rimediare, verificando la possibilità di allargare la porta, si è visto che tutta la parete di fondo della palestra, un “paretone” di oltre 14 metri per 6, oscilla pericolosamente se sollecitata. Cosa che capita facilmente quando si ha un muro spesso non più di 8/10 centimetri senza nessun collegamento con le strutture e la parete esterna. Questo fatto ovviamente non è compatibile con nessun criterio di sicurezza, in particolare in caso anche di sisma leggero, oltre a non essere rispettoso di alcun criterio di costruzione a regola d'arte. L'unica soluzione sarebbe la sua demolizione e ricostruzione con un consolidamento generale. La prima stima economica parla di oltre 40mila euro e almeno un mese di lavori».
E a questo punto la domanda è d’obbligo: come mai solo ora, dopo decenni di utilizzo di quella palestra, ci si accorge di questa situazione? Come mai neppure quando, una decina di anni fa, si stavano eseguendo i lavori di adeguamento antincendio, nulla è stato fatto? «Il tutto si può spiegare facendo ricorso alle carte e ai documenti relativi alla scuola - dice ancora l’assessore - Nonostante quell’edificio ospiti le elementari sin dagli anni ’70, alle soglie del 2000 era ancora sprovvisto del certificato di prevenzione incendi, e alcuni aspetti della sicurezza lasciavano molto a desiderare. Nel 2002 la Giunta Coral affida alla Provana - Canavese Progetti - il compito di redigere il progetto di adeguamento, con i lavori da fare. Con calma, molta calma, il progetto viene realizzato nel 2004: si tratta di lavori consistenti, di oltre 150mila euro, ma pur sempre una cifra facilmente gestibile per un Comune che, all'epoca, macinava milioni di euro all'anno in oneri e contributi che arrivavano a piene mani. Comunque tra gara e lavori occorre tutto il 2005 per fare quanto necessario, e chiedere poi il certificato finale. E qui incomincia il bello. Intanto solo il 29 dicembre 2005 Canavese Progetti presenta una variante sulle opere in corso che però, nello stesso giorno, vengono dichiarate finite. È una situazione così “curiosa” che solo a fine gennaio 2006 la Giunta approva la variante e la fine lavori usando termini come “sanatoria di una situazione anomala” e “necessità di far quadrare i conti e le procedure”. Il tutto non implica, comunque, maggiori costi per il Comune e quindi la cosa potrebbe finire lì. Peccato però, per noi, che proprio in quella famosa variante una delle voci che si dice “non eseguita” sia l'allargamento dell'uscita di sicurezza della palestra. Dopo i lavori si potrebbe rapidamente presentare la pratica ai Vigili del Fuoco per ottenere il sospirato certificato che, ricordo, manca da che è nata la scuola. Ma qui la rapidità dell'Amministrazione è da moviola. Infatti l'incarico al professionista per preparare la pratica e l'istruttoria è sottoscritto il 21 dicembre 2007, ben due anni dopo il termine del lavori. Il tecnico, uno studio di Torino, deve aver capito l'urgenza e la priorità che questo certificato aveva per l'Amministrazione Coral perché impiega solo due anni e mezzo per presentare la Denuncia di Inizio Attività. Siamo così all’aprile 2010: nei disegni di quell'epoca l'uscita di sicurezza della palestra è riportata con la dimensione originaria di 150 centimetri, senza che vi sia nessun accenno sul fatto che il progetto approvato a suo tempo dai Vigili del fuoco fosse di 180. Nel maggio 2012 arriva il sopralluogo dei Vigili del fuoco, che prescrivono delle modifiche e dei lavori da fare urgentemente, ma porta e parete restano così come sono. E oggi noi ci ritroviamo dopo 14 anni dall'inizio di questa vicenda a dover rimediare e a fare quello che, a voler essere buoni, possiamo definire un misto di superficialità, irresponsabilità, inefficienza e mancanza di volontà».
E per quanto riguarda il resto dei lavori? «Questa estate, quando i lavori per la ristrutturazione e l’ampliamento della scuola erano iniziati da poco, abbiamo avuto la visita dei Nas e dell'Asl - aggiunge - In seguito a questa visita si sono moltiplicate le illazioni, le interrogazioni dell'opposizione e le chiacchiere circa il rischio che stavamo generando con i lavori per la sicurezza in caso di incendio, o per l'opportunità dei lavori che a detta di “qualcuno” sarebbero solo un palliativo con due o tre aule prefabbricate in più. Adesso a pochi giorni dall'avvenuta riapertura della scuola si sentono già e si vedono commenti circa il fatto che la scuola non è stata finita in tempo e che quindi noi si sarebbe come tutti coloro che ci hanno preceduti. Allora proviamo a mettere in fila un po' di questioni. L'Amministrazione Leone si è insediata nel luglio 2014, e nel settembre aveva già predisposto un progetto di ampliamento, di efficientamento energetico e di ristrutturazione edile della scuola per un valore di quasi un milione e mezzo di euro. Il progetto, sottoposto al bando di finanziamento del Ministero degli interni, è stato nei mesi successivi valutato favorevolmente e ammesso a finanziamento per oltre mezzo milione di euro. Nel 2015 è stato, quindi, predisposto il progetto esecutivo e il bando di gara per l'appalto dei lavori. Bisognava, però, aspettare i tempi del governo per la predisposizione delle complesse modalità di finanziamento di tutta l'operazione definita “la buona scuola”, che duravano per quasi tutto l'anno scorso. In ogni caso l'Amministrazione comunale ha proceduto ad espletare la gara di appalto e, individuata l'impresa, a far partire il prima possibile i lavori che avrebbero coinvolto sia il giardino con la nuova ala, sia la scuola esistente, con interventi che si potevano svolgere solo al termine dell'anno scolastico. Il contratto di appalto prevede una fine dei lavori per la metà di ottobre 2016, tenuto conto di una durata complessiva di circa 6 mesi, con un inizio in primavera, e che le opere sulla scuola esistente sono state fatte solo nei 3 mesi di chiusura estiva. Ad oggi, metà settembre, la scuola ha aperto con tutti i lavori eseguiti. Sono stati sostituiti centinaia di serramenti, rifatte 5 colonne servizi per quasi 50 bagni, isolate le coperture e i tetti e migliorato il comportamento antisismico della palestra. La nuova ala è in fase di completamento, e per le date contrattuali sarà consegnata. Insomma, qualcuno ci ha messo 10 anni per fare un intervento di adeguamento antincendio, dimenticando un’uscita di sicurezza e una parete che sembra carta velina, e qualche altro, noi, in due anni ha messo a posto la vecchia scuola e realizzato le nuove aule per un valore di un milione e mezzo di euro».