Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

domenica 23 ottobre 2016

Borgaro – Convegno “Immigrazione incontro inevitabile” organizzato dalla Parrocchia una iniziativa che apre un percorso di accoglienza nella nostra città.




Abbiamo voluto titolare con questa frase il titolo dell’articolo perché ci pare la giusta considerazione da risaltare dopo aver assistito al convegno organizzato dalla Parrocchia di Borgaro e in primis da Don Stefano Turi . Un convegno coraggioso per certi versi vista la data un sabato sera ieri 22 ottobre, quando si è più propensi alla ricreazione e al divertimento, un convegno che è un punto di partenza utile per la realtà di Borgaro per gli interventi ascoltati e le domande poste. Partiamo dalle considerazioni finali di Don Turi che ha chiosato la serata definendo quella dell’immigrazione “una tematica gigantesca” ma che come si è potuto capire con questo convegno ha aperto i riflettori su una realtà che non può essere soltanto compresa e riempita dalla paura per gli immigrati ma che si arricchisce di tanti progetti e impegni verso queste sventurate popolazioni e che mostrano una alternativa alla paura. L’immigrato quindi non è un nemico da abbattere ma una persona alla quale dare un’altra possibilità, un nuovo progetto di vita. Don Turi ha accompagnato il dibattito con questa precisa tesi finale e lo si è potuto comprendere anche dalla platea dei presenti, una cinquantina di persone, che sono stati presi per mano e introdotti all’interno del mondo associativo che si impegna con progetti per immigrati. Qualcuno storcerà il naso leggendo queste considerazioni, criticherà sostenendo che questo convegno è stato monocorde ebbene si lo è stato ma ha fatto comprendere che l’accoglienza, l’abbattimento dei muri, la dimensione del fenomeno, il dialogo e la buona progettazione sono le “medicine” migliori  per capire la tematiche che emergono con il fenomeno  dell’immigrazione. Certo la realtà contingente e quotidiana pone molti problemi e in questo caso il realismo nell’intervento del sindaco di Borgaro Claudio Gambino ha fatto comprendere tutte i problemi che hanno le amministrazioni locali in ambito di strutture da destinare all’accoglienza e alle risorse economiche da mettere in campo. Gambino come del resto della maggioranza dei primi cittadini dei comuni italiani trova un terreno n irto di ostacoli al di là delle ragioni etiche che si innescano . Sergio Durando di Migrantes. Durando riflette snocciolando dati che fanno comprendere come il fenomeno Immigrazione non ha numeri insostenibili e che se visti nella tematica del confronto e delle prospettive demografiche dell’Italia e dell’Europa possono essere anche la chiave per  ben utilizzare le risorse umane delle quali è ricca l’Immigrazione. Certo Durando è crudo quando affronta la tematica di cosa succede in Italia dopo la prima fase del soccorso. Si è difronte a dispositivi messi in campo il più delle volte inefficaci o pieni di problematiche con la sovrapposizione delle competenze governative attraverso le prefetture e quelle delle amministrazioni locali, con tempi lunghi per le richieste di asilo e che non affrontano al meglio il tema delle soluzioni possibili come gli insediamenti abitativi facendo vivere la macchina organizzativa dell’accoglienza in una eterna schizofrenia e nella costante emergenza. Ci sono alternative però reali come quelle che hanno illustrato nei loro interventi le due volontarie del Sermig con le attività dell’Arsernale della Pace. Ecco che il dibattito ha messo in luce gli strumenti da mettere in campo con la paura. Sia Elena che Shalini hanno dato prova concreta e certezze che una accoglienza ben strutturata quotidiana e costante nel tempo più essere la chiave di svolta. Shalini in particolare ha portato l’esperienza attiva della scuola per imparare l’italiano messa in piedi per gli stranieri adulti all’interno del Sermig. Esperienza concreta che si è posta alla base una tesi concreta “come dialogare con l’immigrato se non ci comprendiamo?”. Ecco una soluzione delle tante che il convegno ha messo in evidenza e da annotare e magari sviluppare anche nella realtà borgarese. Un impegno che ripetiamo con coraggio la Parrocchia ha svolto e che ora ha bisogno di diventare concreto per tutta la comunità borgarese credenti o non credenti. (Dario De Vecchis)