Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

mercoledì 16 novembre 2016

Borgaro, vigilanza privata sul 69




Un servizio di vigilanza privata sul 69, a partire dal prossimo gennaio, per garantire l’incolumità dei viaggiatori, sempre più spesso vittime di molestie, furti e aggressioni da parte di ragazzi provenienti dal campo Rom di strada dell’Aeroporto. Questa la risposta che l’Amministrazione ha deciso di mettere in campo, pressata dagli episodi che continuano a verificarsi a partire dell’apertura del nuovo anno scolastico da un lato, dalle interrogazioni e dalle mozioni promosse dai consiglieri di opposizione, gruppo Latella in testa, dall’altro e, per completare l’opera, anche da un comitato spontaneo di genitori nato per garantire l’incolumità e la sicurezza dei propri figli.
«Passare dalle parole ai fatti - ha spiegato il sindaco, Claudio Gambino, nell’illustrare in sede di Consiglio comunale il nuovo provvedimento - Del resto, dopo che un paio di anni fa questa situazione era finita sotto i riflettori della cronaca nazionale, c’era stato uno spiegamento di forze per risolvere il problema. Ma spente le luci dei riflettori, anche i provvedimenti sono stati ritirati, e i problemi sono tornati».
E allora? Allora, dal momento che, così come chiesto dal gruppo Latella, non è stato possibile posizionare dei tornelli, dal momento che neppure l’incontro dell’assessore Luigi Spinelli con il pari grado di Torino (dal momento che il campo si trova sul territorio torinese) ha sortito effetto alcuno, si è deciso di correre ai ripari, ingaggiando una società di vigilanza privata. Pagata dal Comune, ovviamente (per quanto possa sembrare paradossale dover spendere dei soldi per garantire un diritto che dovrebbe essere ampiamente acquisito, come un viaggio su un mezzo pubblico senza essere vittima di furti o angherie). «Ovviamente con le nostre sole forze non potremo garantire la copertura di tutte le corse: dovremo fare delle scelte - ha aggiunto il sindaco - Per questo stamattina ho scritto a tutti gli enti coinvolti, dal Comune di Torino alla Prefettura ai carabinieri, evidenziando nuovamente il problema, illustrando la situazione che metteremo in pratica e chiamando chi di dovere a fare la propria parte in questa battaglia».