Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

martedì 8 novembre 2016

Caselle, Commissione Pari Opportunità sull'orlo del precipizio


Manca tanto così alla fine dell’avventura della Commissione Pari Opportunità, attiva da qualche mese ma, a quanto pare, ormai prossima a chiudere i battenti. Nei giorni scorsi, infatti, si sono succedute le dimissioni di alcuni dei componenti del gruppo. A partire da quelle del vicepresidente, Massimo Rizzi, e della segretaria Cristina Damiano:  «La Commissione pari opportunità dovrebbe, a mio parere, permettere a tutti di esprimere le proprie opinioni, di valutare le situazioni, di condividere le decisioni - commenta la Damiano - In questi mesi sono riuscita a rapportarmi positivamente solo con alcuni membri, trovando difficoltà a esprimere idee e consigli con altre. Questa Commissione è composta da grandi professionalità che è giusto vengano valorizzate: è per questo che ritengo di dover rassegnare le dimissioni, visto le incomprensioni che si sono create, in modo che la Commissione possa continuare il suo operato in un clima di serenità come è giusto che sia. Io ritengo, per i motivi sopra espressi, di non poter ricoprire serenamente il mio ruolo all’interno della Commissione che mi auguro possa comunque proseguire brillantemente il suo percorso».
A ruota, le dimissioni anche di Raffaella Violino: «Sono qui, profondamente delusa, a rimettere il mandato che il M5S mi ha dato di rappresentarlo nella Commissione Pari Opportunità - spiega - Ci ho creduto a tal punto da coinvolgere un caro amico che con la politica, e soprattutto con il M5S, non c’entra nulla, ma è un professionista con un profilo tecnico che tutti voi avete potuto valutare e dalla lettura del suo Cv e, per qualcuno, con conoscenza diretta. Mi spiace averlo coinvolto con la promessa che la Commissione sarebbe stata un’occasione per rilanciare il ruolo dei comuni cittadini. Ho sbagliato, e ho sbagliato ancora di più a dare credito a parole e promesse che non avrebbero avuto seguito». Eppure qualcosa, almeno all’inizio, aveva funzionato: «Che dire, eravamo partiti bene con una serata sulla discriminazione che mi ha trovato davvero entusiasta - aggiunge - Poi c’è stato il rifiuto del comune di Caselle di dare il patrocinio al Gay Pride di Torino: atto che non è stato sottoposto alla commissione. Commissione che ha dato indicazioni precise sul coinvolgimento del territorio rispetto alla giornata sulla violenza della donna, ed è stata assolutamente ignorata dall’assessorato, con comunicazioni fatte con il contagocce e soprattutto non in linea con  il mandato della stessa. Qualcuno si era offeso per una frase da me usata, ma purtroppo non ho avuto modo di ricredermi: la commissione come eventificio per l’amministrazione. Ci ho provato per un’ennesima volta coinvolgendo un altro carissimo amico, un’istituzione nell’ambito dell’associazionismo regionale legato alla disabilità. Meglio io non riviva quella serata neppure nel ricordo...».
La vicenda è approdata, in qualche modo, anche tra i banchi del Consiglio comunale, lunedì sera. Una fugace apparizione, dal momento che il sindaco, Luca Baracco, ha preferito “trasportare” la discussione in un incontro tra la commissione stessa (dimissionari compresi) e i capigruppo. «Un ente che deve essere ripensato e rifondato. Le dimissioni di tre su sette componenti valgono una riflessione. Il nostro gruppo è stato molto legato all'istituzione di questa commissione, che ha voluto fortemente. Ma il travaglio che ha portato alla sua istituzione lascia l'amaro in bocca. Sono molto deluso dalle modalità con cui è stata gestita. È mancato completamente un lavoro di analisi del territorio: ci auguravamo un impegno più marcato, ma la comissione è stata solo un eventificio, che invece di cercare soluzione si è basata sull'organizzazione di iniziative fini a se stesse. È stato disatteso lo statuto, e non è stato mai attivato l'ufficio di presidenza», ha aggiunto il consigliere di opposizione Sergio Cretier. Angelo Navone, del M5S, ha aggiunto: «Anche quando il nostro movimento si mette al servizio del bene comune identificando un'alta professionalità l'ego spropositato di qualcuno ha fatto si che la suddetta commissione, la cui mission dichiarata è ascolto, disponibilità e modello di partecipazione, implodesse malamente. Abbiamo sempre sospettato che la commissione fosse in realtà un eventificio pro domo meo dell'assessorato, e la conferma è stata purtroppo devastante per chi vi ha creduto. La domanda, oltre che una riflessione, è: non vi sembra in questo modo di giocare con le persone che ancora credono nella politica?». Dal canto suo, l’assessore Angela Grimaldi, in qualche modo chiamata in causa dalla ridda di dimissioni, ha preferito prendere tempo. Anzi, concedere tempo. Concedere tempo ai dimissionari di rivedere le proprie decisioni, ribadendo il fatto che la programmazione dei vari eventi su disabilità, droghe e violenza sulla donne è stata messo a punto. Tutto, ora, dipende dai prossimi eventi. Altri componenti stanno pensando alle dimissioni: in quel caso la commissione decadrebbe automaticamente. Se così non fosse, il gruppo potrà sostituire i membri dimissionari e andare avanti, ma certo un malcontento così diffuso suscita qualche perplessità.

Le dimissioni di Raffaella Violino