Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

sabato 31 dicembre 2016

Botti di Capodanno nessuna ordinanza di divieto ma appelli dei sindaci di Leini e Caselle da siti dei comuni mentre da Borgaro nessun appello .


 A poche ore dalla mezzanotte l’arrivo del nuovo anno il 2017 è atteso con la solita frenesia anche nelle nostre cittadine e con la curiosità di conoscere come verranno accolti gli appelli da parte dei sindaci di Leinì e Caselle dai concittadini a non festeggiare con i classici botti. Dai siti istituzionali sia la sindaca di Leinì Gabriella Leone che il suo collega di Caselle Luca Baracco hanno lanciato appelli a non lanciare botti .
Nell’appello della sindaca Leone si ricorda che “..Tali comportamenti rischiano di creare situazioni di pericolo per l’incolumità delle persone e causare danni fisici sia per chi li maneggia, primi tra tutti i più piccoli, sia per chi ne viene accidentalmente colpito. Possono altresì danneggiare sia il patrimonio pubblico che privato, l’ambiente naturale e produrre effetti negativi per il mondo animale. Gli animali domestici che vivono nelle nostre case spesso sono terrorizzati dal rumore prodotti dai botti; alcuni di loro si riversano nelle strade rischiando di essere investiti dalle auto e mettendo in pericolo anche l’incolumità degli automobilisti. Ci auguriamo che tale invito possa essere raccolto da tutta la cittadinanza per una migliore convivenza”.
Sulla stessa onda Luca Baracco che invita ad “ evitare l'uso di materiale esplodente in prossimità o durante la notte di Capodanno. In questo modo potremo festeggiare l'arrivo del 2017 serenamente, tutelando la salute e la sicurezza di tutti: sia degli uomini (in particolare degli ammalati e dei bambini) sia degli animali (domestici e non solo).Inoltre, l'uso dei cosiddetti "botti", oltre a violare il rispetto per la quiete, può determinare il danneggiamento del patrimonio pubblico e privato, così come dell'ambiente naturale e può creare situazioni di pericolo. Festeggiamo dunque in allegria e tranquillità senza "botti"!”.
 E a Borgaro? Nessun appello da parte del primo cittadino Claudio Gambino che conta sulla spontanea maturità dei suoi concittadini . 
Staremo a vedere e in tanto Buon Anno a Tutti dalla Redazione del Non Solo Contro ! 

venerdì 30 dicembre 2016

Mappano: i Comuni pronti a fare ricorso

I Comuni “cedenti”, vale a dire Borgaro, Caselle e Leinì, sono pronti a fare ricorso. Questa è una delle strade, se non l’unica, per cercare di porre un freno ai danni che la nascita del nuovo Comune di Mappano porterà alle casse, ma non solo, dei centri che dovranno cedere parte del loro territorio alla nuova municipalità. «Si tratta di una delle soluzioni, se non l’unica, che si potrebbe adottare - ha spiegato il sindaco di Borgaro, Claudio Gambino, nel corso dell’ultimo Consiglio comunale del 2016 - Un atto che, però, non vuole essere mosso contro la nascita di Mappano Comune, ma è un tentativo per indurre chi di dovere a sostenere economicamente questa partita, e non lasciare che siano i Comuni ad andarci di mezzo». Il rischio fondato, evidenziato dal capogruppo Beppe Ponchione e condiviso dal gruppo di opposizione guidato da Marco Latella, è che la nascita del nuovo ente, la cui sopravvivenza sarebbe comunque estremamente ardua, faccia rischiare il “decesso” (amministrativamente parlando) anche dei Comuni cedenti. Borgaro perderebbe qualcosa come 400mila euro malcontati: molti di meno Leinì, ma almeno tre volte tanto Caselle. E Borgaro, la cui pianta organica è già al di sotto di quanto previsto, dovrebbe in qualche modo cedere 7 dipendenti: 2 Leinì e molti di più Caselle. Non solo un salasso per la casse, ma anche il rischio di non poter più erogare i servizi dovuti. Sullo sfondo di tutto, le normative. Secondo le quali il nuovo Comune potrà nascere solo se la cosa non arrecherà danni agli altri centri. Insomma, se non cambierà qualcosa, i prossimi passi sembrano già segnati...


sabato 24 dicembre 2016

Borgaro – Il concerto di Natale delle Penne Nere della Fanfara Montenero un appuntamento musicale suonato con grande passione !

Il concerto di Natale della Fanfara degli Alpini “Montenero “ della sezione di Torino ha entusiasmato il pubblico presente ieri sera antivigilia di Natale nella chiesa dei SS Cosma e Damiano  sia per qualità che per la passione dimostrata. Diretta dal maresciallo Jimmy D’Introna la Fanfara ha proposto un repertorio di musiche vario e non solo le musiche della tradizioni alpina e che si rifanno al più popolare dei reparti dell’esercito del nostro territorio ma ha saputo spaziare in virtuosismi strumentali che hanno dato lustro alle capacità dei singoli musicisti presenti. La Montenero ha dato così conferma che le bande musicali che arrivano dalla tradizione dei corpi d’arma possono al di là delle loro ordinarie funzioni militari essere anche terreno musicale fertile, non a caso e lo portiamo ad esempio musicisti come Glenn Miller uno dei più valenti musicisti e compositori jazz del XX° secolo ha espresso le migliori composizioni musicali nel periodo della Seconda Guerra Mondiale. La Montenero segue quindi questa tradizione e lo ha espresso al meglio dalle musiche tradizionali come La Canzone del Grappa o La Montanara a brani del maestro Flavio Bar, Ambrosio Marini a godibili brani come “Italia 61”. Bravi ! Bravi anche gli organizzatori: la sezione dell’ ANA di Borgaro con il suo capogruppo Mario Petrini che ha ringraziato durante la serata il parroco Don Stefano Turi per l’ospitalità  e l’amministrazione comunale che ha dato il patrocinio alla serata presente con l’assessore al Bilancio Luigi Casotti. Grande entusiasmo per la serata è stato espresso dal presidente della Fanfara Sergio Milani e dal vice Claudio Colle. Entusiasmo e tanta passione come nel finale con la preghiera dell’Alpino recitata da Roberto Rossotto sulle musiche del Signore delle Cime. E’ stato un concerto di Natale suonato  in grigioverde e penne nere tutto da godere ! (Dario De Vecchis)





Così parlarono Vasco Rossi e Salvatore Martorana

Generazioni di ragazzi e ragazze, negli anni ‘80, sono impazziti per un gruppo chiamato “Cock Robin”. Quegli stessi ragazzi hanno cantato a squarciagola brani dei Cure e dei Duran Duran, salvo poi scoprire, anni dopo, che la traduzione del nome di quel gruppo americano, non troppo eroico, era “Pettirosso maschio” o, secondo una traduzione più letterale, l’ammenicolo del pettirosso, e che i versi cantati volevano più o meno dire: «... è sorprendente vedere come le tue scarpe e il tuo umore si sollevino...» oppure «...ora le facce sono cadute, e gli amanti si combattono con le frecce». Erano altri tempi. Internet non esisteva, e per venire a capo di queste cose si poteva fare una sola cosa:  affidarsi ai libri. I libri che, per ogni cantante, riportavano i testi delle canzoni e le loro traduzioni. E un libro di quel tipo, un libro con i testi del proprio cantante preferito e le relative traduzioni, era già di per se un capolavoro. 
Discorso diverso per i libri analoghi relativi, però, a cantanti o gruppi italiani. Che bisogno c’é di trovarsi dei testi che chiunque conosce a memoria?
E invece di bisogno ce n’è, eccome. Perché un conto è conoscere le parole, conto diverso capire cosa si nasconde dietro quelle parole, cosa rappresentano. Cosa vogliono dire e dove vogliono portare.
E proprio qui sta la difficoltà per chi si cimenta con queste cose. Difficoltà che Salvatore Martorana ha incontrato nel mettere a punto la sua ultima opera, e superato brillantemente.
“Così parlò Vasco Rossi”, edito da Arcana, è un tomo di 600 e fischia pagine contenente tutte, e si sottolinea tutte, le canzoni di Vasco Rossi, ognuna con la sua spiegazione, il suo commento che la inquadra e la collega alla vita di Vasco e al momento storico in cui è stata composta. Un lavoro tutt’altro che facile, che Martorana ha portato a compimento grazie sostanzialmente a tre caratteristiche. Prima tra tutte, la conoscenza personale, e l’amicizia profonda, con Vasco Rossi da Zocca. Seconda, la cultura. Quella cultura che ciascuno si forma negli anni. Leggendo, incuriosendosi, cercando risposte. Ragionando. Quel bagaglio che permette di partire da una canzone e di attraversare tempo e spazi. E poi, terza cosa, quella che Martorana, nei suoi ringraziamenti, chiama “l’ispiratore ignoto” e che, semplicemente, si potrebbe chiamare “vita”: «...quelli che mi hanno ispirato tra un canto ed un bicchiere di vino, una frase, un’immagine, una metafora azzardata e poco sobria... l’ispiratore sempre diverso eppur presente in ogni momento della mia vita. Una presenza che mi ha fatto compagnia nei tanti luoghi di perdizione che, sin da piccolo, ho frequentato con passione ed interesse: i templi delle sale da gioco, dove sul panno verde del bigliardo e del tavolo carte ho osservato, come fosse il più bello spettacolo del mondo, le tragiche e comiche vicende umane».
Tre caratteristiche che gli permettono, da un lato, di portare a galla tutta la simbologia che si nasconde nelle canzoni (per fare qualche esempio... la zia Edvige citata nel brano “La strega” esiste davvero? E come mai Susanna, nell’omonima canzone, ha una maglietta con il numero 28? Una casualità?) e dall’altro di partire da un brano e di arrivare a parlare di Cernobyl e Sandro Pertini, di Saddam Hussein e Luc Besson, di David Bowie e dei Rolling Stones, giusto per fare un paio di esempi. Scollinando nella politica e nel cinema, nello sport e nelle tematiche ambientali, nella televisione e nella storia del costume, con non poche incuriosioni nella sua vita privata.
Insomma, la storia italiana degli ultimi anni raccontata attraverso una canzone, la voce di un cantautore emiliano che ha ampiamente passato la sessantina ma che è ancora capace di sognare ed emozionarsi, e le parole scritte da un ragazzo poco più che trentenne in grado di parlare con la stessa disinvoltura di Friedrich Nietzsche e di Francesco De Gregori.



venerdì 23 dicembre 2016

Mappano- Grande successo per l' ultimo appuntamento prenatalizio con "Natale bimbi" ieri giovedì 22 alla galleria del Conad.

Grande successo ieri pomeriggio giovedì 22 dicembre  a Mappano per  “Natale bimbi” con le  attività di animazione con la CRI di Mappano e i commercianti della Galleria del Conad. " E' stato ancora una volta un appuntamento di grande letizia e sorprese dedicate ai veri protagonisti del Natale : i bambini" come ci ha ricordato l'assessore Marcella Maurin che era presente all'appuntamento e che ha concluso  degnamente le iniziative prenatalizie a Mappano grazie all'impegno dei volontari e volontarie della Croce Rossa di Mappano e dei commercianti . (Dalla Redazione )


mercoledì 21 dicembre 2016

Borgaro – Un vero tesoro artistico e storico la mostra di collezione di santini e cartoline di Natale di Salvatore Nicoletta a Villa Tapparelli

Prima parola che ci viene in mente è “Tesoro”. Un tesoro artistico e storico infatti è la  mostra “Il Santo Natale per Tutti” organizzata oggi mercoledì 21 dicembre a Villa Tapparelli nel Centro Anziani con la collaborazione dell’Associazione dei Pensionati borgaresi e il patrocinio del Comune ed è ancora una volta il frutto della collezione privata del messinese Salvatore Nicoletta trapiantato da anni a Borgaro . Nicoletta che ha già allestito nell’ambito del Settembre Borgarese una interessante e curiosa mostra con la sua raccolta di migliaia di santini questa volta ha proposto  anche la visione di francobolli e delle classiche cartoline di Natale che per certi aspetti sono non solo il segno di devozione religiosa ma anche veri e propri pregiati prodotti artistici che condensano il valore del messaggio della Natività e la sua importanza. La mostra quindi può suscitare molta curiosità per questo duplice aspetto tra il sacro e il profano e certamente premia la costanza di Nicoletta . la seconda parola che ci viene in mente: Peccato ! Già peccato perché la  mostra aperta questa mattina può essere ancora visitata questo  pomeriggio dalle 14.30 alle 18.00. Noi facciamo il possibile con un assaggio della collezione che cordialmente Nicoletta ci ha concesso di fotografare.(Dario De Vecchis)
































Borgaro – I Saggi di Natale del CDM una illuminante esperienza artistica.

“Impariamo prima a parlare e poi a scrivere e leggere” è la frase che ha colpito di più chi scrive nella prima serata dei saggi Natale del CDM, il Centro Didattica Musicale di Borgaro, andato in scena ieri sera 20 dicembre sul palco del cinema Italia a pochi metri  dalla sede del Centro sempre  a Cascina Nuova . Sul palco del cinema la frase  è stata pronunciata  dal maestro Franco Romanelli direttore artistico del CDM , artista poliedrico a tutto tondo e che usa le sue qualità e conoscenze artistiche per creare e condividere l’arte nel suo caso la musica ma anche il teatro e la danza anzi il tip tap . Usare il corpo, il linguaggio senza tecniche ma con la naturalezza che in ognuno di noi ha come il parlare poi si impara a scrivere e leggere e quindi a suonare. In questo sta la formula educativa artistica della scuola del CDM ma non solo. La formula è voler da parte di questa struttura compenetrarsi con il territorio esserne agenzia sociale, culturale vitale. Lo si può toccare con mano, palpare e così è  stato anche ieri sera quando Romanelli ha   unito il palco e la platea  e allora arriva la magia quella che fa comprendere il progetto del CDM: l’incontro anzi gli incontri non solo artistici ma anche generazionali . Già incontri generazionali come quelli del corso di percussioni con i genitori degli allievi che hanno accettato la sfida e si sono esibiti con pregevole ritmo. Per non scordare il gruppo dei Los Adultos , loro amano il Rock e lo trasmettono anzi possiamo scrivere hanno voglia di tramandarlo. Una voglia che in primo luogo si comprende  anche per l’impegno  dei docenti e artisti del CDM da Luca Spena , Francesco Trincali a Emanuele Faretra . Sul palco comunque i protagonisti sono stati tanti giovani con i loro strumenti, con la voglia di suonare e cantare. Tutte e tutti hanno dato il meglio . Sono 25 anni che il CDM è presente nella realtà borgarese con   i suoi laboratori  musicali e teatrali frutto dell’idea  di una magica donna la presidente del CDM : Adriana Braida. Si replica stasera e un consiglio se potete non rinunciate allo spettacolo anche perché stasera salgono sul palco le Voci Perigolose con i loro canti antichi ma sempre da godere! (Dario De Vecchis)








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