Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

giovedì 15 dicembre 2016

Leinì, le emissioni dei ripetitori ben al di sotto dei limiti di legge

Il dato positivo è che le rilevazioni effettuate nei pressi dei ripetitori telefonici del territorio hanno dato risultati più che confortanti. A fronte del limite previsto dalle normative italiane di 6 volt / metro (uno dei più astringenti tra i paesi europei dal momento che, a parte Ungheria e Svizzera che hanno posto l’asticella a quota cinque, in tutti gli altri stati il limite è di 20 volt / metro), infatti, i risultati rilevati a Leinì non raggiungono, neppure nei casi più alti, la quota d 1 volt / metro. Tutto ben al di sotto dei limiti, già bassi, e quindi nessun pericolo per la salute. Altre rilevazioni saranno effettuate nel nuovo anno, in modo da mantenere la situazione costantemente sotto controllo.
Le note stonate, invece, arrivano dalle leggi nazionali che, in qualche modo, nell’ambito della telefonia mobile, legano le mani ai Comuni. In buona sostanza, come hanno spiegato il sindaco, Gabriella Leone, l’assessore Valter Camagna e il consigliere Carlo Cazzari, avendo la legge Gasparri equiparato, per certi versi, i ripetitori ai beni essenziali (come l’acqua, per intenderci) gli accordi tra compagnie telefoniche e privati travalicano le possibilità di veto da parte dei Comuni. Ai quali restano pochi mezzi per tutelare i cittadini che tutto vorrebbero fuorché trovarsi un traliccio di qualche decina di metri a pochi passi da casa: farsi forte della legge regionale che ne impedisce la realizzazione a meno di 30 metri dai luoghi sensibili (come le scuole, gli asili, i parchi gioco, i luoghi di culto, gli ospedali, le strutture per anziani). Mettere a disposizione appezzamenti comunali, lontani dalle case, per offrirli alle compagnie telefoniche intenzionate a potenziare la loro presenza e la loro potenza sul territorio, di modo che non finiscano in prossimità delle abitazioni. Garantire controlli per verificare, periodicamente, la portata delle emissioni. E poi predisporre, cosa che il Comune di Leinì è pronto a fare, un aggiornamento al regolamento che complichi un po’ l’iter di installazione, pur non potendolo vietare, e consenta una maggiore e più tempestiva comunicazione ai cittadini potenzialmente interessati.