Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

mercoledì 18 gennaio 2017

Leinì, nuovo regolamento per i rifiuti

Raffaella Arzenton
La raccolta porta a porta, avviata una decina di anni fa, ha consentito a Leinì di raggiungere ottimi livelli di raccolta differenziata e di contribuire ad una gestione dei rifiuti urbani meno impattante sull’ambiente. Inoltre, l’adozione su larga scala di questo sistema ha permesso di mettere il sistema di gestione dei rifiuti urbani della Provincia di Torino in sostanziale autonomia e relativamente al riparo dai rischi di emergenza. La percentuale di Differenziata raggiunta a Leinì è oggi attorno al 50%. Un valore ampiamente inferiore alle potenzialità del sistema di raccolta porta a porta, come dimostrano i casi delle “buone pratiche” che si riscontrano in giro per l’Italia (non solo al nord), che ottengono percentuali del 70 e perfino dell’80%. Non a caso la normativa di settore prevede un obiettivo minimo di raccolta differenziata del 65%, da raggiungere entro il 2018. Inoltre, la normativa regionale in fase di approvazione prevede dei limiti alla quantità di rifiuto indifferenziato pro capite prodotto, pena l’applicazione di penalità: il limite proposto è 175 kg/abitante anno e Leinì nel 2016 è attorno a 240 kg. Cosa fare per migliorare i risultati? «L’amministrazione ha individuato tre assi: migliorare la qualità del servizio erogato da SETA, riducendo al massimo i mancati passaggi ed i disservizi; informare di più e meglio gli utenti, e definire meglio le regole alle quali ci si deve attenere - spiega l’assessore Raffaella Arzenton - Per quanto riguarda i comportamenti degli utenti ci sono tre dati di fatto: molti non differenziano correttamente. Questa situazione è avvalorata dai risultati di una campagna di analisi merceologiche condotta da SETA, che ha evidenziato sui propri Comuni una forte presenza di materiali differenziabili nel rifiuto indifferenziato, particolarmente scarti di cucina e scarti verdi (organico); alcuni contenitori rimangono permanentemente a bordo strada invece di essere ospitati in aree private o aree comunque “protette”; si rilevano spesso sacchi della raccolta degli imballaggi in plastica esposti a bordo strada in luoghi e giorni sbagliati. Per contrastare tali fenomeni - prosegue - è necessario fissare chiaramente le regole, così come è stato fatto in tutti i casi di “buone pratiche”. La stessa Città di Torino ha sempre accompagnato l’attivazione della raccolta porta a porta nei vari quartieri in cui è presente questa modalità con specifiche Ordinanze dirigenziali (sia con Chiamparino sia con Fassino sindaci), che fanno riferimento al Regolamento Comunale di gestione dei rifiuti. Il Regolamento comunale è uno strumento previsto dal cosiddetto codice dell’ambiente (D.Lgs. 152 del 2006), che assegna ai Comuni specifiche competenze in tema di gestione dei rifiuti urbani. L’opportunità di definire regole omogenee è stata sentita anche dal Consorzio Bacino 16, che è l’ente di governo del nostro territorio individuato dalla normativa regionale. Il Consorzio ha elaborato un “Regolamento tipo”, approvato dall’assemblea consortile e che costituisce la base del testo proposto al Consiglio Comunale di Leinì, sul quale l’Amministrazione ha fatto solo qualche piccolo intervento di “personalizzazione”».
Il regolamento è stato sottoposto a confronto con altre forze politiche, in uno spirito costruttivo e nel solo interesse dell’ambiente e dei cittadini leinicesi. «Entrando nel merito del Regolamento - dice ancora - e delle esternazioni di qualche esponente politico, si deve sottolineare che le sanzioni per coloro che si dimenticano di esporre un cassonetto sono una pure e semplice invenzione. Sia perché non sono previste da nessuna parte, sia perché l’informazione che è sempre stata data agli utenti è esattamente  di segno contrario, e cioè di esporre i contenitori solo quando sono pieni… Le norme e le relative sanzioni (se c’è un obbligo ci deve essere una sanzione…) servono a fare chiarezza e disporre degli strumenti per perseguire i comportamenti volutamente scorretti, migliorando il decoro e la sostenibilità ambientale di Leinì. Gli interventi di comunicazione saranno molto mirati, prevedendo un capillare monitoraggio della situazione attraverso una campagna di sopralluoghi che sarà effettuata nei prossimi giorni presso un consistente numero di condomini di Leinì, e conseguente informazione agli utenti della loro situazione. Per quanto riguarda il fenomeno degli abbandoni, si tratta di una pratica incivile diffusa non solo a Leinì. Sono determinati da un totale disinteresse del bene comune e da due motivazioni diverse: l’ignoranza da parte di utenze domestiche, che non sanno che i propri rifiuti ingombranti possono essere ritirati sotto casa (telefonando al numero verde di SETA e dall'inizio dell'anno 2017 anche su modulistica direttamente dal sito della SETA) o che una vastissima gamma di rifiuti di origine domestica può essere portata al centro di raccolta di Via Volpiano: in questo caso la fatica e il tempo sono gli stessi che si impiegano nel portarli in una piazzola sotto il cavalcavia o lungo una riva, e poi la frode di imprese (utenze non domestiche) che invece di pagare lo smaltimento dei propri rifiuti speciali preferiscono abbandonarli nell’ambiente facendo ricadere i costi sulla collettività. Nel corso di tutto il 2016, soprattutto nella prima parte dell'anno, sono stati effettuati gli interventi urgenti di recupero e smaltimento rifiuti pericolosi disseminati in varie zone del nostro territorio. La raccolta dei rifiuti abbandonati va ad aggiungere costi ai servizi di cui si avvale il Comune, andando a costituire delle voci aggiuntive che ricadono poi su tutta la collettività. Nessuno ha la ricetta magica, si può contrastare solo con una buona sorveglianza e la partecipazione di tutti. A questo proposito il nuovo regolamento consente di attivare la figura dell’Ispettore ambientale, pubblico ufficiale in grado, tra l’altro, di accertare le violazioni  che saranno comminate dalla Polizia Municipale. I rapporti tra Comune, Consorzio di Bacino e SETA sono un’altra partita che va sotto il nome di contratto di servizi a cui l’Amministrazione sta dedicando molto impegno per cercare di risolvere le criticità emerse. Le dinamiche delle varie situazioni sono molteplici e le segnalazioni puntuali sono un valido strumento per monitorare la qualità del servizio; le segnalazioni si possono inviare anche via mail all'indirizzo seta@setaspa.com». Oltre al motivo della segnalazione devono contenere il nominativo, l'indirizzo ed il  recapito telefonico del segnalante.