Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

mercoledì 1 febbraio 2017

Borgaro, Cinzia Tortola come Rocky Balboa

Tra i più soddisfatti dell’arrivo, tra i banchi del Consiglio comunale, dei rappresentanti del Movimento Cinque Stelle, Marco Latella e il suo gruppo di opposizione. Che, ai colleghi pentastellati, hanno ceduto lo scettro di bersaglio preferito delle invettive del gruppo di maggioranza. Certo, non è che per Latella & Co. siano tutte rose e fiori (per esempio la loro mozione su Mappano Comune, incentrata sul risvolti economici della vicenda,  è stata respinta al “grido” di: «Non abbiamo bisogno che ci diciate voi cosa dobbiamo fare»), ma di certo nell’ultima seduta del parlamentino le critiche più pesanti sono state rivolte a Cinzia Tortola, “orfana” del consigliere Alessandro Carozza.
La Hollywood borgarese
Ad aprire i giochi il sindaco Claudio Gambino che, partendo dal video postato a suo tempo dai consiglieri Cinque Stelle (e dedicato allo stato di degrado di alcune aree verdi), oltre a stigmatizzarne la pubblicazione, ha ribattezzato il duo Tortola e Carozza come: “La Maryl Streep e il De Niro de nojaltri”. Apprezzamento che la consigliera ha dimostrato di non gradire, ribadendo, anzi, l’intenzione di realizzare, e postare, altri video.
Il palco della discordia
Poi ci ha messo del suo anche il capogruppo Beppe Ponchione. Oggetto della discussione, la mozione presentata dal Movimento circa il palco allestito su piazza della Repubblica: «Quando non viene utilizzato per spettacoli o altre iniziative, e rimane montato sulla piazza - ha spiegato la Tortola - viene utilizzando dai ragazzi per giocare o fare schiamazzi. Con il risultato che si creano disagi a chi vive nei pressi della piazza. Smontandolo, e rimontandolo a Cascina Nuova, si ovvierebbe a questa situazione». Proposta non accolta dalla maggioranza: «Se non facciamo nulla per il commercio non va bene, se organizziamo delle iniziative per agevolare il commercio locale non va bene - ha ribadito Ponchione - Quando il Comune promuove qualche evento, gli spettacoli terminano sempre alle 24, e successivamente palco, sedie e transenne vengono radunate e messe sotto chiave». E fin qui nulla di particolare. Se non fosse stato per la “postilla”: «Quando a Torino le grandi manifestazioni non si faranno più in piazza Vittorio o in piazza San Carlo, allora anche noi penseremo a cambiare le cose».
Bulli e bullismo
Altra mozione presentata dal Movimento Cinque Stelle quella legata alle iniziative contro il bullismo (anche informatico). E qui, un Gigi Casotti in gran forma (anche se non si sa quale) non ha risparmiato gli attacchi. Scaldando prima i “muscoli” con la consecutio («...si sono succedute...successe...succedute o successe? Sono sbagliate tutte e due?») e poi inerpicandosi in un ardito discorso a base di pompieri, incendi e piromani che prima ancora che alla Tortola ha fatto correre qualche brivido lungo la schiena agli stessi colleghi di maggioranza (e in molti si sono chiesti dove mai sarebbe andato a parare). Il concetto di fondo è stato: servirebbe coerenza. Strano che proprio il Movimento Cinque Stelle parli di cyber bullismo quando certi post sono tutt’altro che accomodanti. «L’accusa biascicata dall’assessore Casotti è stata che il Movimento 5 Stelle fa un uso molto scorretto della rete e non perde occasione, sui social network, per incitare all’odio di classe e alla violenza sociale. Crediamo che certi “ deliri” vadano trattati in altre sedi e non debbono essere modalità comunicative in contesti democratici come è il Consiglio Comunale», è il commento della Tortola.
La Hollywood borgarese II
Insomma, più che Maryl Streep la Tortola ha ricordato il Rocky Balboa di Sylvester Stallone: ha preso sberle (verbali, ovviamente) da destra e sinistra, ha restituito qualche cazzotto (sempre verbale, ovviamente) e non è mai andata al tappeto. 

Cinzia Tortola e Alessandro Carozza