Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

lunedì 27 marzo 2017

Mappano: garanzie o ricorso. In tempi brevi

Partiamo dalla metafora utilizzata dal sindaco di Borgaro, Claudio Gambino, nel corso dell’incontro promosso dal gruppo “Uniti per Leinì” sabato pomeriggio, nella sala del Consiglio leinicese, e incentrato sulla situazione di Mappano. La costituzione di Mappano come Comune autonomo è all’ultima curva. Se poi quella curva porterà al traguardo, o se la corsa si concluderà con una sbandata, lo si saprà nei prossimi giorni.
La posizione assunta dal sindaci di Leinì, Gabriella Leone, e Borgaro, è chiara: saranno chieste alla Regione precise garanzie, precisi impegni, precise convenzioni su quello che sarà il “dopo”, pena un ricorso al Tar che, se accolto, bloccherebbe ancora una volta la nascita del Comune. Proprio su quell’ultima curva.
Per scongiurare questo rischio si sono intensificati gli incontri con Palazzo Lascaris, che sta iniziando a prendere sul serio il problema che i sindaci stanno da tempo sollevando: quello del danno economico che ricadrà sui Comuni cedenti, alcuni dei quali (come Borgaro) potrebbero anche rischiare il default. E che in Regione si inizi a prendere sul serio il problema è spiegabile anche alla luce della richiesta di danno erariale che i Comuni cedenti potrebbero intentare ai consiglieri regionali che avevano approvato la legge (scellerata, viste le conseguenze) per la costituzione di Mappano Comune, costringendoli a coprire di tasca propria il danno causato alle casse comunali.
Al di là delle posizioni dei sindaci, nel corso dell’incontro sono emersi alcuni aspetti interessanti. Primo: Mappano, come è stato ribadito ad inizio del dibattito, rappresenta prima di tutto la sconfitta della politica. Quella politica che nel corso degli anni (dei decenni) non ha saputo trovare una soluzione chiara e definitiva, in un senso (stroncando ogni velleità di autonomia alla luce delle difficoltà che gli enti locali stanno attraversando) o nell’altro (indicando un percorso definitivo e funzionale, in grado di portare al nuovo Comune senza arrecare danno agli altri). Come dimostra il fatto che i cittadini sono stati chiamati ad esprimersi sulla questione attraverso un referendum che prevedeva alcune regole del gioco (i costi a carico degli enti superiori) poi cambiate a risultato acquisito (i costi a carico dei Comuni).
Secondo: alla stragrande maggioranza dei futuri mappanesi attualmente cittadini di Leinì (quindi i residenti della Reisina) poco o nulla importa del nuovo Comune. Per il semplice fatto che non si sentono mappanesi.
Terzo: i giochi per la poltrona di sindaco di Mappano sono ampiamente aperti. Non è un caso che molti degli spettatori all’incontro fossero amministratori, o ex amministratori, o aspiranti amministratori.
Quarto: giusto e legittimo che i quasi ottomila abitanti di Mappano possano diventare Comune, dopo essere stati comunità. Ma deve essere giusto e legittimo anche che i rimanenti 40mila abitanti di Leinì, Borgaro e Caselle non debbano subire contraccolpi dalla costituzione del nuovo ente.