Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

domenica 30 aprile 2017

Borgaro, musica e balli per la Liberazione

25 aprile 1945. Milano. Tra le gente scesa in strada a festeggiare la Liberazione, anche il cantante Luciano Tajoli. Una celebrità, all’epoca. Improvvisamente un camion si ferma davanti a lui. Scende un partigiano, con un fucile a tracolla. Gli chiede se lui davvero è Tajoli, il cantante. Alla sua risposta affermativa lo fa salire sul camion. Del cantante per diversi giorni non si sa più nulla. E quando la moglie Lina ormai dispera di rivederlo in vita, dopo quasi una settimana ricompare. Un camion, carico di partigiani, lo scarica a casa e lo saluta al grido di “Viva Tajoli”. Dove era stato? «Dovunque - risponde alla moglie - In cinque giorni avrò dormito un’ora. La città è impazzita dalla gioia e io ho dovuto cantare in non so quanti cortili, piazze, case... Dovunque c’era gente che ballava e festeggiava. Mi hanno accolto come un re perché io ero un po' il regalo dei partigiani. Insomma, sono stato rapito per cantare…».
Perché la Liberazione è stata anche questo. Gioia. Ballo. Musica. Canzoni. E proprio questo è stato il pomeriggio del 25 aprile borgarese. Gioia. Ballo. Musica. Canzoni. Sul palco di piazza della Repubblica, dando vita ad un vecchio sogno di Franco Romanelli, direttore artistico del Cdm, sono alternate tutte le rock band del Centro, il coro dell’istituto comprensivo di Borgaro, il coro delle voci bianche e le Voci Perigolose, sempre del Cdm, i gruppi di orientamento musicale e il coro Youth. Ovviamente con un repertorio anni ’40 e ’50. E dalla musica al ballo il passo (di danza) è stato breve. Swing, lindy hop, tip tap, boogie woogie e altri ritmi ancora, sempre legati a quei decenni, hanno permesso a professionisti e dilettanti, a maestri di ballo e semplici appassionati, di scatenarsi in una festa della Liberazione davvero diversa dal solito.

Photo by Diego Martina