Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

martedì 11 aprile 2017

Caselle, Consiglio comunale: lo spettacolo va in scena

Il circo. È quello che è andato in scena ieri sera a Caselle. Clown, saltimbanchi e giocolieri: e l’esito finale è stato che anche questa volta il Consiglio è saltato per mancanza del numero legale. Non per colpa dell’opposizione, presente e rimasta al suo posto (almeno fino a quando la maggioranza non ha perso i pezzi), ma della maggioranza  stessa che ha visto, nel corso dello spettacolo di arte varia, i suoi consiglieri lasciare lo scranno, costringendo al rinvio a data da destinarsi di quei punti che davvero interessavano concretamente la cittadinanza, vale a dire il protocollo d’intesa tra Regione, Comune, Sagat e Leonardo per la mitigazione delle problematiche che derivano dal sorvolo dell’abitato degli aerei in fase di atterraggio ( e di cui si discute da decenni); l’approvazione del regolamento e dell’atto costitutivo dell’organismo di crisi da sovraindebitamento di privati e aziende, per finire all‘allegato energetico ambientale.
Lo spettacolo è iniziato con una serie di malintesi nel gruppo del Movimento Cinque Stelle: quando si è arrivati alle delibere per la modifica allo statuto di Sat e di Gm e i due consiglieri, Angelo Navone e Marco Boscolo, hanno votato diversamente. Uno contro e l’altro astenendosi. Un serrato chiarimento tra loro ha poi portato al riallineamento del gruppo.
Interessante è stato anche il voto contrario di Sergio Cretier, di Sel, alla proposta definitiva dell’uscita da Gm, cioè la multiservizi che rimarrà con un unico proprietario (vale a dire il Comune di Borgaro), pur avendo manifestato piena soddisfazione per la decisione assunta. Come a dire: mi piace talmente tanto questo film che non vado a vederlo.
E per non essere da meno rispetto al gruppo pentastellato, anche la maggioranza ha voluto mettere in scena un sapido siparietto che molto ha ricordato i battibecchi tra Sandra e Raimondo in “Casa Vianello”. Una battuta del consigliere Pd, Paolo Odetti, in versione Raimondo, ha mandato su tutte le furie il collega Felice Filippis “(di “Io per Baracco”) in versione Sandra. Che, pensando che la battuta fosse riferita a lui, e non espressa in maniera generica, ha abbandonato infuriato la sala, contumeliando contro Odetti, che a quel punto ha dovuto rincorrerlo, spiegandosi e convincendolo a tornare al suo posto.
Ma lo spettacolo non è finito qui.
Il clou è arrivato più tardi. Quando proprio alcuni consiglieri di maggioranza, uno dopo l’altro, hanno abbandonato il Consiglio, lasciando Baracco e i suoi in braghe di tela. Furibondo il presidente dell’assemblea, Roberto Tonini, che non esita a bacchettare tutti. Ricordando la responsabilità e l’impegno che i consiglieri hanno con la cittadinanza: «La prossima volta che vi chiederanno di candidarvi - tuona - contate almeno fino a dieci prima di rispondere. E ricordate che chi è eletto ha dei doveri precisi».
A creare i maggiori problemi, ieri sera, è stato il gruppo “Io per Baracco”: come sempre Alessandra Rolfini ha disertato l’incontro (e non è più una novità, ormai) e poi, nel corso della serata, se ne sono andati anche Alfredo La Marca e Felice Filippis. Lasciando il solo capogruppo Marco Pavanello a difendere il fortino. E se a queste tre assenze si aggiunge, poi, anche quella di Paolo Odetti, che da tempo vorrebbe dimettersi per altri impegni, emergono tutti gli ingredienti di una frittata pronta per essere cucinata. Ma dal sapore indigesto per il sindaco e il resto della maggioranza.
A parziale consolazione, il fatto che, in un mondo, quello della politica, nel quale gli eletti fanno i salti mortali per incollare le proprie terga ad uno scranno, a Caselle si va in controtendenza: facendo di tutto per tenerle il meno possibile in Consiglio. Come dimostra anche l’alto numero di dimissioni che si sono verificate in questi quasi cinque anni.