Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

mercoledì 5 aprile 2017

Rom: prove di dialogo tra Borgaro e Torino

Molte parole e poca sostanza nell’incontro sul tema dei Rom, dei roghi e della linea 69, organizzato dal Movimento Cinque Stelle borgarese con i colleghi pentastellati del Comune di Torino.
Poca sostanza anche se, oggettivamente, sarebbe stato difficile poterne prevedere, ma comunque l’inizio incoraggiante di un nuovo percorso.
Tra le note positive, o che potrebbero essere positive, l’impegno assunto dal capogruppo torinese Alberto Unia di portare nel suo Consiglio e al sindaco Appendino (e riferire poi la risposta), la richiesta avanzata non solo dai cittadini presenti all’incontro ma anche dagli assessori Burdisso e Spinelli di un sostegno economico per proseguire il servizio di vigilanza sulla linea 69. 
Un servizio al momento interamente finanziato dal Comune di Borgaro nonostante il problema, vale a dire il campo, si trovi sul territorio di Torino. E siccome i soldi stanno finendo, e con i soldi, a giugno, dovrebbe terminare anche la vigilanza (che pure qualche effetto ha sortito), doveroso bussare alla porta di Torino, affinché si sobbarchi una parte dei costi.
In tempi più lunghi (una volta terminato l’analogo intervento nel campo di via Germagnano) si dovrebbe provvedere anche alla pulizia dell’area di strada dell’Aeroporto: una bonifica che potrebbe evitare il proliferare dei roghi. E in tempi ancora più lunghi si pensa al superamento del concetto di campo nomadi, ma si parla del 2020 o giù di lì.
Ci saranno altri appuntamenti, comunque. Quello di martedì sera è stato, o quanto meno vuole essere, il primo di una serie di incontri con la cittadinanza per fare, di volta in volta, il punto della situazione. 
Una situazione, comunque, di difficile soluzione pratica, ma di facile soluzione teorica: basterebbe, come evidenziato dall’ex sindaco Giuseppe Vallone, far rispettare le leggi italiane per risolvere tutto. 
 O, come detto dal consigliere Marco Latella, sgomberare senza se e senza ma la parte del campo abusiva, cercando soluzioni diverse per la parte, invece, autorizzata.