Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

mercoledì 10 maggio 2017

Leinì - Mappano, il post della discordia

È stato on line poche ora, dalla mattinata al primo pomeriggio, eppure quel post comparso sulla pagina Facebook “Uniti per Mappano Candidato Sindaco”, la lista guidata da Valter Campioni, e scritto da uno dei componenti della sua squadra, è destinato a non essere dimenticato troppo in fretta.
Pomo della discordia, il Consiglio andato in scena a Leinì la sera precedente, lunedì, incentrato principalmente sulla richiesta di abrogazione delle legge istitutiva di Mappano Comune. Mentre l’eco di quella serata ancora non so era spento, ecco spuntare quelle poche righe: «Un Comune commissariato per mafia trova perfetta intesa con la giunta precedente. Fossimo migranti, il sindaco/sindaca ci accoglierebbe».
Inutile dire che quell’accostamento alla criminalità organizzata non è andato già agli amministratori (e anche ad un buon numero di cittadini) di Leinì. Prima tra tutti il sindaco, Gabriella Leone: «Certo, se questa è la democrazia che alcuni candidati vengono a chiedere nelle altrui sale consiliari, c’è poco da stare allegri. Associare la volontà di un sindaco di tutelare il proprio territorio e i propri cittadini all’operato della mafia è fuori luogo, per non dire di peggio. Il fine della mafia è l’esatto opposto: tutelare solo sé stessa. Se, come dicono le carte e i tribunali, c’è stato un avvicinamento del sindaco Coral a questo mondo, questa è una fase superata. Quella che è stata gettata sull’Amministrazione di Leinì nel suo complesso è un’accusa gravissima».
E quelle parole sono rimaste sullo stomaco anche al consigliere di minoranza Renato Pittalis, di “Cambia Leinì”: «Non so se l’autore di quelle parole sia stato sprovveduto o in malafede, ma è certo che accostare questa vicenda alla mafia non ha senso, è semplicemente assurdo. Sappiamo tutti quello che è successo a Leinì. C’è stato anche un commissariamento, poi concluso. Se si fossero ravvisate ancora delle aderenze con la mafia, a Leinì ci sarebbero ancora i commissari. Non si può, per affermare l’interesse legittimo di Mappano, offendere un’‘Amministrazione dicendo cose prive di senso. Sarebbe bello sapere cosa pensa, di questa vicenda, il candidato sindaco Campioni».
Una curiosità destinata a rimanere tale, dal momento che Valter Campioni di quella vicenda non intende parlare: «Nulla da dire, non voglio alimentare ulteriori polemiche. Se non il fatto che il post in questione è già stato cancellato, e che comunque non mi sembrava così offensivo. Vero è che gli animi sono accesi, e temo che le cose si possano inasprire sempre di più».
E intanto, tutta la vicenda rischia di passare dal piano delle invettive da social e quello dei legali e delle carte bollate...


Gabriella Leone

Renato Pittalis