Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

martedì 9 maggio 2017

Leinì vota l'abrogazione di Mappano Comune. E mercoledì tocca a Borgaro

Un’ottantina, forse qualcuno in più, i mappanesi giunti a Leinì in occasione del Consiglio comunale in cui si discuteva la richiesta di abrogazione della legge regionale per l’istituzione di Mappano Comune. Tra loro anche i cinque candidati sindaci.
Giusto un paio quelli che, invece, hanno visto la fine di quel Consiglio. Gli altri sono stati “invitati” a lasciare la sala da agenti di Polizia Municipale e carabinieri dal momento che, per quella che gli stessi mappanesi hanno definito una “protesta pacifica”, di fatto stavano impedendo il prosieguo della seduta. Applaudendo, ma anche urlando a squarciagola “vergogna, vergogna”, che proprio il massimo del pacifico non è. Come pure impedire ad altre persone di esprimere il proprio pensiero, specialmente se si tratta di un consigliere comunale (nel caso specifico il consigliere Silvano Riva) proprio democratico non è. Ma questo è un momento nel quale la democrazia ricorda il cubo di Rubik: ognuno gira i cubetti colorati e dà a questa parola il significato che meglio crede. O che più gli conviene.
Passa, comunque, il provvedimento. Con i voti favorevoli della maggioranza e dei consiglieri Silvano Riva (Forza Italia) e Renato Pittalis (Cambia Leinì), e l’astensione di Pd - Rinasce Leinì e del consigliere dissidente Scafidi Fonte. E se l’astensione del Pd (di Leinì) ad un documento che il Pd (di Borgaro) porterà in discussione mercoledì sera quasi non fa notizia, dal momento che i rapporti tra i circoli delle due città non sono proprio idialliaci, più curiosa è stata la differente visione della situazione Mappano tra il capogruppo Giuseppe Musolino, che ha sottolineato più volte la necessità che i mappanesi abbiano il loro Comune, e il consigliere Gianfranco Brugiafreddo («Il nostro circolo è sempre stato contrario alla nascita del Comune, in continuità con il pensiero delle Amministrazioni che si sono succedute a Leinì, anche nella Prima Repubblica»): archiviamo il tutto ricordando che l’ingresso di Musolino nel Pd è cosa abbastanza recente (all’indomani delle ultime amministrative) e andiamo avanti.
«Credo molto nella parola rispetto - ha sottolineato Riva - Quando il candidato sindaco Grassi ha letto la sua lettera aperta - cosa avvenuta ad inizio seduta, ndr - ho ascoltato senza interrompere. Peccato poi che la stessa cosa non sia successa quando ho provato a ad esprimere il mio pensiero. La mia posizione è sempre la stessa, da 17 anni a questa parte. Si faccia, come è giusto che sia, Mappano, ma lo si faccia senza Leinì». «Anche perché - ha proseguito Pittalis - se è vero che esiste un Mappano di Caselle ed un Mappano di Borgaro, è altrettanto vero che non è mai esistito un Mappano di Leinì. E anche sui confini ci sarebbe molto da ridire, specialmente per il modo con cui sono stati tracciati». «Un’arma spuntata - ha invece chiosato Brugiafreddo, nel motivare la propria astensione - destinata a non sortire alcun risultato». Già nota, e ribadite più volte, la posizione della maggioranza: «Non un provvedimento contro Mappano Comune, ma un provvedimento per tutelare i cittadini di Leinì. Abbiamo fatto richieste e proposte alla Regione, e non abbiamo mai avuto risposte. Questo richiesta di abrogazione è un modo per invitare la Regione a riaffrontare nuovamente il problema alla luce dei “buchi” che questa situazione provocherà nei bilanci dei Comuni cedenti».
E il Movimento Cinque Stelle in tutto questo? Fuori dall’aula, almeno virtualmente, per la decisione della sua consigliere Silvia Cossu di non voler partecipare al voto.
Ancora una cosa sulla lettera aperta firmata dai cinque candidati sindaci, indirizzata, tra gli altri al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Già componente di quel Consiglio di Stato che, nella sua sentenza sulla questione, aveva indicato quella “invarianza di spesa” attorno alla quale ruota tutta la partita.
Se si volesse trovare una morale a questa lunga serata di Consiglio (che sarà replicata mercoledì a Borgaro e poi anche a Settimo, dal momento che anche il sindaco Puppo ha appoggiato la richiesta di abrogazione), allora bisognerebbe affidarsi alle riflessioni post votazione di un altro candidato sindaco, Roberto Tonini: «Quanto successo certifica una cosa: che la legge per Mappano Comune, liquidata in 25 righe, è stata fatta con i piedi. E qualcuno dovrebbe assumersene la responsabilità».

I manifestanti davanti al Municipio



I cinque candidati sindaci


Grassi legge la lettera aperta

Il pubblico "invitato" ad uscire dall'aula