Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

giovedì 18 maggio 2017

Mappano. Faccia a faccia tra i cinque candati



Confronto netto, pacifico e schietto. È quello andato in scena lunedì 15 maggio, nella sala “Lea Garofalo”, tra i cinque candidati sindaco di Mappano.
L’iniziativa, organizzata dal nostro giornale, ha visto la partecipazione di centinaia di cittadini, a dimostrazione dell’importanza che i mappanesi danno a queste elezioni. Cinque domande cui hanno risposto a turno Luigi Longobardi, Movimento Cinque Stelle; Luigi Gennaro, Lista Mappano; Valter Campioni, Uniti per Mppano; Francesco Grassi, Mappano in Comune e Roberto Tonini, Facciamo Mappano; cinque domande, una a testa, a sorteggio; alcuni quesiti giunti dal pubblico e infine l’appello al voto di ciascun candidato. 

Mappano è sempre stata una comunità unita e coesa anche nelle battaglie per l’autonomia. Molti si aspettavano, vista anche la complessità della nascita del nuovo Comune, una sorta di costituente, una lista unica, al di là delle divisioni, come era avvenuto per la nascita della Costituzione. Non è stato così. Perché?
LONGOBARDI: Il Movimento Cinque Stelle scende in campo quando le istituzioni non hanno dato risposte alle istanze della gente: è quello il momento in cui i cittadini devono entrare in quelle istituzioni che non li rappresentano più. Dalla politica locale mi sarei aspettato di arrivare prima del 12 aprile ad un incontro congiunto: così non è stato. Questa è la motivazione per cui il Movimento ha deciso di scendere in campo. Inoltre, alla riunione cui siamo stati invitati, non si è parlato di un vero programma per Mappano ma semplicemente di poltrone.
GENNARO: Queste elezioni sono un esercizio di democrazia. Ci sono schieramenti e persone che possono dare il loro contributo. Con altri consiglieri che insieme hanno governato Mappano abbiamo provato a vedere cosa si potesse fare, ma poi, per vari motivi, non si è potuto discutere. Si sarebbero potute fare delle primarie, in cui i cittadini potevano dire la loro sul candidato sindaco nell’eventualità di una lista unica, ma quando è stato proposto è emerso che come liste civiche non si sarebbero potute organizzare.
CAMPIONI: Nel 2013, quando il Tar bloccò la prima consultazione, fu Comunque stilato un programma conn una ventina di punti che rappresentavano le priorità per Mappano, che il Cim ha puntualmente realizzato in questi quattro anni. A febbraio, comunque, il circolo Dem aveva proposto le primarie: in quel caso ci saremmo sottoposti alla scelta dei cittadini e se fossi arrivato quarto avrei collaborato senza dubbio alcuno con chi fosse arrivato primo, dandogli tutto l’aiuto possibile. Tutto ciò non si è verificato; ci è sembrato giusto, allora, presentarci da soli.
GRASSI: C’è stato un desiderio di lavorare insieme sin dall’inizio, proprio per l’importanza che queste elezioni rivestono e per la necessità di dare a mappano il miglio governo possibile. Personalmente ho provato a sentire tutti, ma quando è caduto il tentativo delle primarie si è ancora svolto un incontro con tutti i gruppi, cercando une stremo confronto.. Purtroppo però non si è riusciti a trovare una sintesi. È chiaro che dopo le elezioni, comunque vadano le cose, noi siamo disponibili a collaborare con chiunque vinca la consultazione.
TONINI: Il motivo di tante liste non è così strano come si vorrebbe far credere. Mappano è un paese normale, con cittadini normali, e in tutti i paesi normali alle elezioni ci si confronta con le proprie peculiarità. Pensare ad una costituente come quella che ci fu subito dopo la Seconda Guerra Mondiale per redigere la Costituzione è sbagliato. Allora l’Italia arrivava da una situazione drammatica provocata da una guerra devastante: qui la situazione è completamente diversa. Quei padri costituenti furono proprio votati dai cittadini. E sedettero a quel tavolo in virtù di quel mandato.
Mappano nascerà senza un Piano regolatore. Questo potrebbe significare bloccarne lo sviluppo e le legittime aspettative di cittadini e aziende che intendono apportare modifiche alle loro abitazioni o imprese. Come pensate di superare questo gap, e quale dei Piani Regolatori vigenti, dei Comuni cedenti, pensate sia più utile utilizzare?
GENNARO: Quella del Piano regolatore è una preoccupazione che tutti ci siamo posti. La soluzione però esiste ed è una deroga per l’utilizzo dei Piano regolatori dei quattro Comuni cedenti. Un sorta di puzzle che al più presto dovrà cedere il passo ad uno strumento urbanistico che uniformi il territorio. Garantisco che non ci sarà alcun blocco per i cittadini e per le aziende.
CAMPIONI: I titoli acquisiti dai cittadini non sono in discussione. Subito dopo le elezioni andremo a stipulare delle convenzioni con i Comuni cedenti per governare la fase transitoria, dopo di che andremo a fare la costruzione del nostro Piano Regolatore, attraverso una serie di procedure trasparenti e pubbliche.
GRASSI: Lo sviluppo urbanistico di Mappano è la chiave per lo sviluppo della comunità. Mappano non è un semplice paese ma un territorio inserito in una importante zona strategica. Un punto nevralgico. Il nostro Piano dovrà innestarsi con gli altri enti. Proprio per questo faremo eseguire uno studio accurato e ci agganceremo con le più importanti realtà universitarie.
TONINI: In tempi brevissimi sarà necessario uniformare i diversi piani regolatori del Comuni cedenti per non rimanere bloccati. I piani che attualmente insistono su mappano sono diversi: sicuramente quello di caselle è il più vicino alla realtà mappanese. Uno strumento urbanistico unitario per Mappano sarà una vera e propria novità.
LONGOBARDI: Inizialmente saranno mantenuti gli strumenti urbanistici degli altri Comuni, ma quando si procederà ad uniformarli sarà necessario prendere il meglio da ciascuno evitando gli errori del passato. Il Movimento Cinque Stelle comunque è contro il consumo del suolo e contro la cementificazione. 

Uno dei grandi temi degli ultimi anni è stato il parco Unione Europea che, come sappiamo tutti, insiste sulle “famigerate” aree Borsetto, oggetto in passato di molti appetiti speculativi. Al momento risulta che nonostante le tante richieste di vincolo regionale, esista solo un protocollo d’intenti. Quelle aree di fatto potrebbero quindi diventare edificabili. Cosa intendete fare a riguardo?
CAMPIONI: La mia risposta secca è no. Il parco è un fatto positivo che va preservato e valorizzato, attrezzandolo al meglio. Dal 2013, da quando il Cim l’ha avuto in carica, l’area è molto più curata e molto più vissuta dai cittadini, e siamo anche riusciti a farlo inserire nella Corona delle Delizie. L’unico problema è la sicurezza: per questo è stato fatto un accordo con i vigili di Torino, specialmente nelle ore serali.
GRASSI: Su quell’area sono state fatte tante battaglie, che hanno portato risultati positivi. Ci teniamo che il verde venga preservato e che quel parco sia vissuto, quindi pensiamo di attrezzarlo meglio, con impianti sportivi e, perché no, anche con un palazzetto dello sport, per dare uno sbocco ai giovani e consentire ai mappanesi di vivere meglio. Il tutto sarà realizzato in maniera partecipata.
TONINI: Il parco è assolutamente da salvaguardare: nessuno può pensare di andare li ed edificare. Sono già preoccupato per la parte edificabile delle aree Borsetto, che non è cosa da poco. L’unica cosa che si potrebbe fare è un presidio di carattere ricettivo per i vari sport. Sicuramente un problema da risolvere è la sicurezza, e anche la manutenzione: ci sono spesso sottopassi allagati e ponti devastati.
LONGOBARDI: Il parco deve rimanere tale. Sicuramente deve essere migliorata la manutenzione e bisogna renderlo più fruibili, magari con attrezzature e un sistema di bike sharing per consentire lunghe passeggiate in bicicletta. Comunque, per capire quali sono le richieste dei mappanesi, saranno aperti dei canali di dialogo con la cittadinanza, in modo da conoscere quali siano i “desiderata”.
GENNARO: Le aree Borsetto non devono più chiamarsi aree Borsetto, ma aree Mappano. Le preoccupazioni più grandi di Settimo erano che i mappanesi edificassero su quelle aree, mentre le preoccupazioni dei mappanesi erano che fosse Settimo ad edificare. La cosa importante è che siamo riusciti a far inserire il parco nel piano paesaggistico della Regione, perché quest’area è un cuscinetto protettivo verso la città di Torino. 

Viabilità. Strada Cuorgnè è trafficatissima, percorsa quotidianamente da migliaia di auto ma anche da mezzi pesanti, fonte non solo di inquinamento acustico ma anche atmosferico. Per tanto tempo si è parlato di circonvallazione che però per mancanza di risorse non è mai stata realizzata. Come pensate di risolvere la situazione? 
GRASSI: Sarà svolta un’analisi puntuale sulla viabilità, sull’intensità del traffico e sulla qualità dell’aria. La circonvallazione di cui tanto si parla è una soluzione possibile solo con l’aiuto degli enti superiori. Bisognerà individuare un tracciato utile per risolvere il problema. Strada Cuorgnè non può rimanere una via ad alta percorrenza: il traffico pesante deve essere dirottato sulla tangenziale.
TONINI: Quello del traffico è un problema annoso: lo si poteva risolvere con la circonvallazione, ma sino ad ora non è stato possibile realizzarla. Le difficoltà sono il transito di mezzi pesanti e incroci semaforici che bloccano il traffico: bisognerà realizzare rotonde per eliminare i semafori, e una circonvallazione ad est su strada Goretta, con l’apertura di uno svincolo ad hoc.
LONGOBARDI: Siamo favorevoli alla realizzazione di una circonvallazione che possa spostare i mezzi pesanti dalla via centrale. Faremo effettuare una valutazione dell’inquinamento, e incentiveremo i cittadini all’utilizzo di mezzi alternativi, come auto elettriche, e l’impiego delle biciclette. Tutto ciò dovrebbe alleggerire in qualche modo dall’inquinamento atmosferico che il passaggio di migliaia di auto e mezzi pesanti comporta.
GENNARO: Traffico, congestione della viabilità e inquinamento sono tre problemi importanti che devono essere risolti, Non dobbiamo dimenticare che strada Cuorgnè è una via a vocazione commerciale, che non potrà mai diventare pedonale. È possibile risolverli attraverso una serie di rotonde ma prima bisognerà procedere ad acquisire da Città Metropolitana il tratto di strada Cuorgné sotto Caselle per poter intervenire.
CAMPIONI: L’unica soluzione è e rimane la circonvallazione ad ovest. L’Arpa è spesso a Mappano. Su alcune cose si sta già intervenendo, come con la riqualificazione della rotonda del Conad e anche del tratto tra strada Cuorgnè e via Borgaro. Inoltre il Cim ha ottenuto un finanziamento di 910mila euro da Smat che deve realizzare il tratto di fognatura e quindi sarà possibile costruire un marciapiedi dal Conad al palazzo dei portici. 

Scenario uno: si va al voto. Vincete. Quali cose fate nei primi cento giorni? Scenario due. Non si va al voto. Come vi comporterete davanti a questa situazione?
TONINI:
Il nuovo Comune sarà una scatola vuota, senza dipendenti e senza uffici. Tutto sarà molto difficile. Se si vota, la prima cosa da fare è creare uno statuto comunale, per poi dare vita alle commissioni e in seconda battuta ale convenzioni con i Comuni per i servizi, e quindi al Piano regolatore. Se non si vota, la nostra lista torna ad essere associazione.
LONGOBARDI: Prioritarie saranno le convenzioni con i Comuni per continuare a garantire servizi di buona qualità. Bisognerà fare uno statuto, che per quanto ci riguarda sarà partecipato. Se non si andrà la voto, il Movimento Cinque Stelle, con i consiglieri di Città Metropolitana e Regione, porteranno avanti la battaglia per l’autonomia in tutte le sedi possibili.
GENNARO: Come prima cosa batterò cassa nei Comuni cedenti perché con quei soldi, che sono nostri, potremo pagare i servizi che ci sono dovuti. Poi andrò nei Comuni per convincere i dipendenti a trasferirsi a Mappano, e sono certo che ne troverò. Se non si vota, la lista Mappano, presente da oltre 25 anni, non si scioglierà ma continuerà a lavorare, presentandosi più agguerrita che mai alle elezioni di Borgaro.
CAMPIONI: Continuerò il lavoro svolto sino ad ora per Mappano. Tra le prime cose, la riqualificazione dell’area Bubalo. A settembre procederemo alla riduzione dei costi della refezione scolastica. Per il nido è stata fatta campagna di promozione presso la aziende. Per la viabilità sarà migliorata la rotonda del Conad. Se non si voterà, Uniti per Mappano si autotasserà per pagare un legale e resistere in giudizio all’eventuale sospensiva del Tar.
GRASSI: Non condivido l’ottimismo generale. Ho visto in più occasioni bloccare tutto l’iter. Il mio gruppo ha già incaricato un avvocato: nei prossimi giorni sarà depositata una causa contro i Comuni cedenti. Se si voterà, la prima cosa sarà la stipula di convenzioni che, per legge, i Comuni ci devono accordare per erogare i servizi. E poi cercare il modo di far rientrare a casa le nostre risorse.

A ciascuno il suo
 
Il territorio non possiede molti impianti sportivi. Spesso si è parlato di restaurare, ristrutturare e dare nuova vita al Bubalo. Questa intenzione esiste anche per voi?
LONGOBARDI: Bubalo è un impianto importante. Per capire cosa farne apriremo un canale diretto con i cittadini. Noi, comunque, siamo per la creazione di un polo sportivo.

Capitolo cultura: negli ultimi anni sono nati gruppi e associazioni che hanno tentato non solo di produrre iniziative ma anche una maggiore sensibilizzazione su temi culturali e sociali. Qual è la vostra posizione in merito?
GENNARO: La cultura è un segno distintivo di una comunità. La capacità di organizzarsi sul territorio è importante. Cultura vuol dire anche la preservazione delle tradizioni e dei tratti di quella comunità. 

A Mappano esistono due associazioni commercianti. La seconda è nata per forti dissidi nei confronti della prima. Per rilanciare davvero il commercio forse servirebbe un’opera di mediazione e di coordinamento da parte del nuovo Comune. Cosa ne pensate?
CAMPIONI: La qualificazione del commercio passa attraverso la realizzazione di marciapiedi su cui la gente possa passeggiare in sicurezza. Da utilizzare ci saranno i fondi compensativi provenienti dalla realizzazione dell’outlet di Settimo e delle aree Ata.

ll nuovo Comune dovrà per forza di cose, almeno inizialmente, stipulare delle convenzioni con i Comuni cedenti. Come pensate di affrontare questo tema delicato? Quali effettivi spazi di manovra avranno il nuovo sindaco e la nuova giunta?
GRASSI: Le convenzioni saranno indispensabili. Avremmo già voluto stipularle ma i Comuni cedenti ci hanno risposto che le nostre firme erano carta straccia. Non potremo evitare di parlare con i cedenti ma a questo punto con pari dignità. I servizi devono essere erogati per legge.

Da molto tempo Mappano soffre di microcriminalità: atti vandalici, cassonetti dati alle fiamme, imbrattamento di muri, ma anche di vere e proprie rapine. Quale risposte pensate di dare ai cittadini sul tema sicurezza?
TONINI: Il controllo del territorio è fondamentale, Bisogna potenziare la polizia municipale: la convenzione esistente non è stata rispettata. Poi si tratta di ampliare la video sorveglianza che già esiste, e avviare azioni di prevenzione nei confronti del disagio.

Si ringrazia Camillo Russo per le fotografie



Luigi Longobardi

Luigi Gennaro

Valter Campioni

Francesco Grassi

Roberto Tonini