Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

mercoledì 7 giugno 2017

Leinì, confermato il caso di meningite

Il direttore del servizio di Igiene e Sanità Pubblica, la dottoressa Maria Pia Alibrandi, ha dato la conferma: la diagnosi per il bambino che frequenta la scuola elementare di frazione Tedeschi parla di sepsi da meningococco. Troppo presto, invece, per definire il ceppo preciso. «Già ieri, in presenza del solo sospetto - spiegano dall’Asl 4 - sono stati applicati i protocolli di profilassi previsti. È stata immediatamente attivata l’indagine epidemiologica per identificare i conviventi e i contatti stretti del bimbo nel periodo dei dieci giorni precedenti, a partire dalla data della diagnosi. A tutti costoro è stata somministrata la profilassi antibiotica che ha, quindi, interessato i contatti stretti scolastici, vale a dire sette adulti tra insegnanti e collaboratori scolastici e diciotto bambini compagni di classe, e i contatti stretti dell’ambiente di vita che non erano stati sottoposti a profilassi presso l’ospedale Regina Margherita. L’Asl ha proceduto per sei adulti e ventun bambini. Tutti i conviventi e i contatti stretti del bimbo sono stati identificati e sottoposti a misure di profilassi. I dieci giorni sono il tempo massimo previsto per la sorveglianza sanitaria, tenuto conto del massimo periodo di incubazione della malattia. Qualora al momento dell’identificazione dei contatti fossero già trascorsi dieci giorni dall’ultimo contatto, gli individui esposti non sono considerati a rischio. La profilassi consiste nella somministrazione di una compressa di ciprofloxacina da 500 microgrammi per gli adulti, mentre per i bambini e i minori di 18 anni si utilizza la rifampicina in relazione al peso. Il contatto occasionale o regolare, ma non ravvicinato e prolungato con l’ammalato, non è considerato un fattore di rischio e dunque in tali casi non vi è motivazione alla somministrazione della profilassi antibiotica».