Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

venerdì 16 giugno 2017

Leini, il ciclismo in "rosa" tra presente e passato

Si avvicina il grande appuntamento con il ciclismo. La data da segnare sul calendario è quella di domenica 25 giugno quando Leinì, nell’ambito del Gran Piemonte 2017, abbinato quest’anno ai campionati italiani, ospiterà  la partenza di due gare, entrambe col traguardo ad Ivrea, valevoli per altrettanti titoli italiani. Si inizia alle 9,30 con la  gara Juniores Femminile, e si prosegue alle 11 con quella della categoria Elite, sempre femminile. L’una su un percorso di 72 chilometri, l’altra di 115.
Il campionato maschile, invece, partirà da Asti e raggiungerà anche in questo caso Ivrea, transitando da Volpiano e Lombardore. Il percorso Volpiano - Caluso  ospiterà, venerdì 23, le prove a cronometro Donne Elite e Juniores, oltre che le gare Paraolimpiche. Sabato 24, sempre sul percorso Volpiano - Caluso, la cronometro uomini Juniores.
Leinì, quindi, torna di nuovo a tingersi di rosa, ciclisticamente parlando. Non perché sia interessata anche dal Giro d’Italia, ma perché il ciclismo femminile ha scritto nella sua storia una bella pagina, ricca di passione e di impegno, di sacrifici ma anche di soddisfazioni.
È la metà degli anni ‘80 quando diverse tessere si uniscono per dare vita ad un puzzle di successo: una ragazza, Paola, poco più che adolescente, con la passione per la bicicletta e con muscoli e forza per dare corpo a quella passione. Il padre, già portacolori del Gs Fiat, imprenditore, il cui nome è legato a quello del grissinificio Salvadori, in via Lombardore. E poi la passione che li accomuna, la voglia di mettersi in gioco, di fare qualcosa di importante, investendo tempo, risorse e tanto sudore. Nasce così, in quegli anni, il Gs Grissinificio Salvadori: un team composto da cinque atlete, giunte dai quattro angoli del Piemonte e non solo, guidate dalla fuoriclasse Paola e con Salvadori senior a consigliare, organizzare, allenare. A mettere in piedi e sostenere la squadra.
E i risultati, nonostante tutte le difficoltà (poche gare cui partecipare, poche atlete, l’indifferenza dei Comitati regionali, continue trasferte in Lombardia o Veneto, dove la situazione è più rosea, per gareggiare), non mancano. Vittorie, piazzamenti, anche alcune convocazioni ai raduni per la nazionale azzurra. Di Paola, bionda e determinata, si parla come della nuova Maria Canins (all’epoca il non plus ultra del ciclismo femminile), si guarda a traguardi ancora più ambiziosi. Nel 1986, in pochi mesi, Paola porta a casa quattro vittorie (due nel varesotto, una nel bergamasco e una a Crema), due secondi posti (a Como e Padova) e cinque “medaglie di bronzo” (tre nel milanese, una a Padova e una a Bologna). Sbaglia soltanto una gara, importante però: quella del campionato italiano. Tensione, e salita, tradiscono Paola, che chiude solo al 15esimo posto.
E poi? Poi costi e impegni inducono Paola ad “emigrare”: arriva, nei primi anni ‘90, alla Polisportiva Gelati Sanson Edera di Forlì. Ancora qualche vittoria, qualche buon piazzamento, e poi la fine di un’avventura. Magari avida di soddisfazioni rispetto all’impegno profuso, ma sufficiente per far scrivere una bella (e a volte sottovalutata) pagina di sport nella storia di Leinì.