Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

giovedì 27 luglio 2017

Leinì, quando la passione si fa professione

Succede, a volte, che una passione finisca con il diventare professione, ma una professione portata avanti con la stessa dedizione e lo stesso amore che si riserva alle passioni.
Succede, a volte, che si lasci un lavoro sicuro (nel caso specifico come impiegato amministrativo in una ditta specializzata nella produzione di scatole) per intraprendere un’avventura in un settore completamente diverso (sempre nel caso specifico, il cioccolato).
E succede, a volte, che questa nuova avventura si riveli un’avventura difficile, ma di successo.
Questo, in sintesi, il percorso di Dino Carrozzo, “Mister Cioccolart”. Cresciuto con quella passione per il cioccolato, artigianale, nata proprio con l’arrivo in Piemonte, e la scoperta che non esistono solo i grandi marchi che operano in questo settore, ma anche tante piccole botteghe artigiane. «E questa scoperta mi ha accompagnato per molti anni - ribadisce - Fino a quando un cliente, conosciuto grazie al mio precedente lavoro e con il quale era nata una certa amicizia, mi aveva detto di volersi ritirare, e di voler cedere la sua attività. Ci ho pensato un po’ e poi mi sono fatto avanti. Era un’occasione che non volevo, e non potevo, perdere».
E poi un investimento, importante. Le legittime preoccupazioni, i legittimi dubbi. Le prime, di molte, soddisfazioni. Lo spostamento dell’attività da via Lombardore prima in via Volpiano e poi nella centralissima via Carlo Alberto. L’orgoglio di contribuire a regalare a Leinì un piccolo record (tre attività artigianali che producono uno dei vanti piemontesi, il Gianduiotto, tagliato a mano). E quindi la fantasia da mescolare al cioccolato per produrre qualcosa di innovativo e di gradito dalla clientela: «Per esempio - conclude - l’utilizzo di una macchina a mano, utilizzata dalla popolazioni che producono il cacao, per macinare a mano le fave fino a ridurle in una sorta di pasta. La registrazione di un marchio per identificare il giaduiotto, e di una pergamena che ne racconta la storia e i consigli per gustarlo al meglio. E, ancora, visto il periodo estivo, la produzione di estratti di frutta e, per rimanere nell’ambito del cioccolato, la cioccolata fredda da bere proprio quando fa molto caldo». Insomma, un occhio alla tradizione, alla cura e all’attenzione che la lavorazione del cioccolato richiede, e uno al futuro, alla ricerca di soluzioni e prodotti che possano sempre più ingolosire gli amanti del cacao in tutte le sue accezioni.