Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

martedì 8 agosto 2017

Caselle chiama, Mappano non risponde

Rapporti sempre più complicati tra il neo Comune di Mappano e i Comuni cedenti. Caselle in particolare.
Nonostante gli sforzi dimostrati anche dalla lettera (che pubblichiamo integralmente) firmata dal sindaco Luca Baracco, il dialogo si sta facendo ogni giorno più ostico.
Da una parte il primo cittadino mappanese Francesco Grassi insiste sulla necessità, da parte dei Comuni, di fornire il personale previsto dalla legge attraverso lo strumento del “comando”, e di farlo al più presto, e anche di trasferire i soldi incamerati dai cedenti al Comune di Mappano. Dall’altro Baracco, è pronto a collaborare, tant’è che ha già deliberato sia il distacco di due dipendenti dell’anagrafe per tutto il mese di agosto, sia il prolungamento dell’orario dell’agente di polizia municipale da 18 a 36 ore settimanali, in questo caso sino a fine anno. A patto, però, che Grassi confermi e accetti le proposte formulate. Cosa che, sino ad ora, non è avvenuta.
Anche se Grassi continua a lamentare la mancanza di personale, e si dice pronto perfino a ricorrere alle vie legali, Baracco ribadisce la sua posizione: «Non ci siamo mai messi di traverso. Siamo sempre stati pronti a collaborare, ma anche Mappano deve fare la sua parte. Cosa che, finora, non è avvenuta. Grassi ci chiede di fornire i servizi, ma sino ad ora cosa abbiamo fatto? Il nostro personale ha persino lavorato per la realizzazione della festa patronale. È questo un servizio essenziale? Se ci chiede il personale, la risposta non può essere che: “No”. L’abbiamo detto più volte, di personale da trasferire non ne abbiamo. E poi, trasferirlo dove, dal momento che in questi 60 giorni la nuova Amministrazione mappanese non ha neppure stilato la pianta organica del Comune?».
A farsi gettare la croce addosso, Baracco proprio non ci sta. Anche per quanto riguarda il trasferimento dei soldi incamerati da Caselle, il sindaco spiega: «Noi siamo i primi a volere che siano fatti i conti. Ma siamo sicuri che sia un vantaggio per Mappano? Dalle verifiche fatte dalla Città Metropolitana risulta, infatti, che per il 2015 sia proprio Mappano a doverci ben 150mila euro».
Dal canto suo, Grassi insiste: « Auspichiamo che non sia nuovamente necessario ricorrere ad un arbitro esterno per ottenere il trasferimento del personale da parte dei Comuni di Caselle, Borgaro e Leinì, e per avere l’immediata contabilizzazione e il trasferimento delle risorse al Comune di Mappano acquisite temporaneamente dai Comuni cedenti a partire dall'istituzione del Comune del 2013. Noi con grande fatica e sacrificio stiamo cercando di mantenere i servizi essenziali nel nostro Comune, ma è sotto gli occhi di tutti il mancato invio di personale, necessario e indispensabile, da parte dei Comuni di Caselle, di Borgaro e di Leinì. Speriamo per il bene di tutti in un repentino cambio di strategia da parte loro che li riporti al tavolo delle trattative».
Grassi parla di risedersi ad un tavolo, ma, a quanto dicono dai Comuni, chi non si sta sedendo a quel tavolo pare essere proprio lui. La dimostrazione sta nel fatto che, al momento, non è stato presentata neppure una bozza di convenzione. Cosa che dovrebbe fare proprio il Comune di Mappano.
Oltre alle convenzioni mancherebbe anche un conto proprio del Comune. A questo punto c’è da chiedersi: nel caso in cui le forze dell’ordine dovessero far rispettare l’ordinanza “anti tutto”, al momento completamente disattesa, gli inadempienti dove mai potrebbero versare le sanzioni?