Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

mercoledì 9 agosto 2017

Mappano, il niet di Grassi a Baracco

Caselle chiama, ma Mappano risponde picche. C'è aria di guerriglia fra la ex frazione e i Comuni cedenti. La proposta, infatti, del sindaco di Caselle, Luca Baracco (inviata lo scorso 4 agosto) di portare da 18 a 36 ore settimanali (ossia a tempo pieno), fino al 31 dicembre prossimo, il commissario di polizia locale, Roberto Mattiello, non avrà seguito. Il primo cittadino di Mappano, Francesco Grassi, ha declinato l'offerta: «In quanto non corrisponde alle attuali necessità del Comune di Mappano. Si richiede, invece, la prosecuzione del servizio di polizia locale da parte dei 4 Comuni ciascuno nel suo ambito territoriale anche su Mappano». Grassi accetta, invece, le due addette per l'Anagrafe messe a disposizione da Caselle ma avanza precise e perentorie richieste: a Borgaro di estendere il "comando" della dipendente staccata all'Anagrafe di Mappano  (adesso a 10 ore) per tutto l'orario di servizio fino alla chiusura delle operazioni di mobilità; a Caselle di inviare in "comando" due unità a tempo pieno dal 10 agosto per consentire la copertura dei servizi essenziali. Grassi, inoltre, insiste sulla necessità di invio di personale competente per il settore economico-finanziario e affari generali, dimenticando che la mobilità è volontaria, e che i Comuni, sotto organico come dichiarato da Caselle, possono anche non concedere il trasferimento se ciò porterebbe a non garantire più i servizi alla propria comunità. Questione più volte ribadita da Baracco, ma anche dai colleghi di Leini e Borgaro. «Non capisco l'atteggiamento di Grassi - replica Baracco - Caselle finora è sempre stata collaborativa con Mappano. Prendo atto del diniego sul vigile, confermo le 15 ore settimanali all'Anagrafe che è il massimo possibile alla luce della dotazione organica del nostro Comune e delle imminenti ferie del personale legate al periodo estivo».  Intanto cominciano a farsi sentire le prime proteste dei cittadini. A 58 giorni dalle elezioni non esiste ancora un orario di ricevimento di sindaco e assessori. C'è chi si è recato in municipio per giorni per parlare soprattutto con il primo cittadino non solo avendo la sfortuna di non incrociarlo mai, ma senza che nessuno sapesse neppure dirgli quando avrebbe potuto trovarlo. «Abitiamo nelle villette a schiera di via Tibaldi con le piogge si sono allagate le cantine - raccontano due anziani - ma il sindaco non si trova mai. Abbiamo chiamato Gambino ma ci è stato detto che Borgro può intervenire solo su richiesta del Comune di Mappano». Anche Mario Rocca si è trovato giorni fa con 60 centimetri d'acqua: «Mia nuora ha girato il video che abbiamo postato sulla pagina Facebook del sindaco. Risultato? Non lo ha neppure guardato». E poi c'è il comitato dei servizi, un gruppo di volontari che in questi anni ha lavorato per la comunità: «Abbiamo chiesto più incontri per presentarci al sindaco, per capire se dovevamo continuare il nostro servizio, ma non abbiamo mai ricevuto risposta». Silvia Nieddu, invece, ha un'agenzia di servizi giudiziari in zona Reisina. Anche lei ha scritto al sindaco e anche a lei non è arrivata nessuna risposta. «Abbiamo vie con nomi doppi a Mappano - dice - Fino a giugno cosa normale visto che appartenevano a Comuni diversi. Ora sono tutte vie e strade di Mappano e il rischio è che vada persa corrispondenza importante. Tutti quelli che hanno aziende o attività devono sapere cosa fare per modificare mutui, ragioni sociali, partite catastali. Qualcuno vuole dirci qualcosa?».