Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

lunedì 18 settembre 2017

Tegole e rumore: collaborazione Comune - Sagat per risolvere i problemi

Due i temi trattati nel corso del Consiglio comunale di lunedì sera: l’impatto sonoro degli aerei in volo sul cielo casellese e il vortex strike, vale a dire quel curioso, e pericoloso, fenomeno che si verifica in particolari condizioni atmosferiche, e che provoca, al passaggio degli aerei in fase di atterraggio il “risucchio”, con la conseguente caduta a terra, delle tegole dei tetti che si trovano sulla rotta dei velivoli.
Invitata al Consiglio, richiesto dalle forze di opposizione, anche Sagat, rappresentata da Dario Maffeo, Pietro Paolo Papale e Lorenzo Gusman.
Punto di partenza della discussione, il protocollo d’intesa predisposto da Caselle, Regione Sagat e Leonardo. Un documento che sarà affiancato da un secondo strumento: un tavolo di lavoro formato da maggioranza e opposizione per elaborare dei progetti che possano risolvere il problema delle tegole. La richiesta è stata avanzata dal consigliere Roberto Giampietro, del Movimento Cinque Stelle, e accolta dal primo cittadino, Luca Baracco. E, per sottolineare ulteriormente la gravità della situazione (che solo per pura fortuna non ha causato danni seri a cose o persone in passato), il “regalo” del consigliere Andrea Fontana all’avvocato Maffeo: un pezzo di tegola caduta per colpa del “vortex”: «Lo scorso 31 maggio - ha spiegato - un aereo ha smosso delle tegole da un tetto vicino alla chiesa di San Giovanni. Una di queste, cadendo, mi ha sfiorato. Quell’episodio poteva cambiate tutta la mi vita». Questione di fortuna, come si diceva.
Per cercare di porre rimedio, secondo il protocollo, sono stati stanziati 70mila euro: una cifra non sufficiente, secondo il consigliere Favero, che ha chiesto di rinviare al tavolo di lavoro l’ammontare della cifra.
«Su questioni come queste - ha ribadito, sempre dal fronte dell’opposizione, Luigi Chiappero - è importante che la maggioranza ci fornisca tutti i documenti necessari ad affrontare la discussione. Quello che è bene sottolineare è che nessuno è contro Sagat, o contro il Comune: in discussione ci sono la salute e la sicurezza dei cittadini. 70mila euro sono importanti, ma non bastano. Servono interventi mirati, specialmente per le case maggiormente esposte al rumore. A Orio al Serio la società che gestisce lo scalo ha predisposto un bando con le tipologie di intervento, già nel 1997. Quel bando ha un impegno di spesa non di 70mila euro, ma di quattro milioni e mezzo. Anche Caselle avrebbe bisogno di un bando simile, e Sagat dovrebbe occuparsene. Non c’è dubbio che la gestione dell’aeroporto sia soddisfacente, e ci auguriamo che l’aeroporto possa crescere sempre di più, ma serve più attenzione alla salute dei casellesi».
Tegole e rumore, però, sono due problemi diversi: «E mescolarli non porta nulla di buono - ha ribadito il sindaco Baracco - L’Amministrazione non ha mai sottovalutato queste situazioni. È stato predisposto uno studio, che è un buon punto di partenza: tutti i documenti sono pubblici e consultabili. 70mila euro sono pochi? Certamente, ma è importante partire. In Italia non ci sono casi simili, non ci sono situazioni analoghe. Per la mitigazione acustica si potrebbero impiegare i fondi Iresa, ma sta alla Regione normare questa imposta». Un tema, quello dell’Iresa, che a margine dell’incontro ha dato vita ad un battibecco tra Meffeo e il consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle, Davide Bono.
E la Sagat che ha risposto? Ha risposto dando la propria disponibilità a trovare soluzioni: «Sappiamo che l’aeroporto ha molte ricadute positive, dal punto di vista dell’economia e del turismo, oltre che dell’occupazione, ma anche ricadute negative. Per il “Vortex” sono stati stanziati 20mila euro: se non bastano ne aggiungeremo altri. Per quanto riguarda il rumore, fermo restando il fatto che a Caselle non si sono mai superati i limiti di legge, cosa avvenuta invece ad Orio al Serio, e per questo è stato necessario predisporre quel bando, siamo pronti a ragionare anche al di là di quanto prescritto dalla legge». E magari, come richiesto da Favero, anche ad installare un nuovo fonometro al Prato Fiera.