Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

giovedì 7 settembre 2017

Volpiano. Corsa contro il tempo di lavoratori e istituzioni per salvare azienda e occupazione

Continua l'agonia della Comital di Volpiano. Oggi pomeriggio, 6 settembre, a portare la sua solidarietà ai 140 lavoratori, per cui è in atto la procedura di licenziamento, è arrivata la segretaria generale della Fiom-Cgil, Francesca Re David. «Quello della Comital - ha detto - è un caso simbolo di cosa può succedere. La Fiom darà tutto il supporto possibile agli organismi torinesi e solleciterà il Ministero dello sviluppo economico - Mise - all'apertura di un tavolo. Il Governo in queste situazioni non può fare da spettatore. Deve intervenire. La priorità, ora, è il ritiro dei licenziamenti». E ha proseguito: «Chiudere un'azienda che ha mercato è un follia. Il Mise deve garantire lo sviluppo, ma anche l'occupazione. Su vertenze emblematiche come questa deve fare la sua parte».
Ormai è una corsa contro il tempo: la procedura scade il 12 ottobre. Dal giorno successivo 140 persone potrebbero trovarsi in mezzo ad una strada e con loro anche i 40 colleghi della consociata Lamalu che lavora in esclusiva per Comital. La situazione è sempre più intricata e difficile. A nulla sono serviti i due ultimi incontri, lunedì all'Amma, con le organizzazioni sindacali, e martedì in Regione. La proprietà del gruppo Aedi, che oltre Comital possiede Lamalu e Vol Impianti, è stata irremovibile alla richiesta dell'assessore Pentenero di ritirare licenziamenti e procedura di liquidazione dell'azienda. Niente da fare, nonostante i due potenziali acquirenti che si sarebbero fatti avanti, un  gruppo cinese che dovrebbe visitare lo stabilimento il 18 settembre, e una cordata italiana. A nulla è servito venerdì scorso il presidio dei 22 sindaci di Rivarossa, Ciriè, Valdellatorre, San Benigno, Montanaro, Bosconero, Settimo, Gassino, Caselle, Rivarolo, Favria, Cavagnolo, Leini, Nole, Mappano, Venaria, Brandizzo, Ivrea, Chivasso, Collegno e Nichelino, dell'assessore Pentenero e di consiglieri e assessori comunali, regionali e della Città Metropolitana che hanno lanciato un appello al senso di responsabilità. Eppure la vicenda sempre più complessa rivela lati quanto meno curiosi. A cominciare dalla decisione di non utilizzare almeno quell'anno e mezzo di ammortizzatori sociale che invece sono disponibili. Di più. Il rifiuto ad accettare l'aiuto della Regione. E poi le stranezze del passato: quel macchinario andato a fuoco un anno e mezzo fa mai riparato, nonostante il risarcimento dell'assicurazione. «Per non parlare dei macchinari - racconta Mauro Irenze, Rsu Fiom-Cgil - venduti ad una società dello stesso proprietario e poi affittati per 335mila euro ogni tre mesi. Con questa operazione Comital è stata svuotata. Eppure questo è un marchio di prestigio che deteneva oltre il 20% del mercato europeo».  Il presidio dei lavoratori continua ad oltranza: «Se il Governo non interviene noi finiamo in mezzo ad una strada. Non si può lasciare che i gruppi stranieri si comprino le nostre industrie per chiuderle».

Il presidio con i sindaci del territorio

L'incontro con Francesca Re David