Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

martedì 3 ottobre 2017

Caselle: I vaccini salvano la vita. Conferenza del primario Adalberto Brach del Prever

Mai lezione d’apertura dell’Unitre fu più attuale e centrata di quella tenuta sabato scorso da Adalberto Brach del Prever, direttore della Struttura Complessa di Neonatologia e Pediatria dell’ospedale di Ciriè. Una conferenza incentrata sullo spinoso tema dei vaccini e sulle fake news che circolano sull'argomento. Il direttore Brach del Prever attraverso una serie di slides ha sfatato alcune bufale che da tempo circolano sulla rete, frutto esclusivo di opinioni, senza il conforto delle ricerche compiute dalla Comunità Scientifica. Ultima, ma prima il fatto che le case farmaceutiche abbiano interesse a produrre vaccini e che quindi alla fine quelle delle vaccinazioni sia un business per arricchire le multinazionali. “I vaccini costano poco – ha chiarito -. Anzi le case farmaceutiche hanno poco interesse a produrli anche perché ci sono farmaci che costano migliaia di euro e hanno sicuramente più interesse a mettere in produzione quelli”. Superato il mito che tanto piace al popolino del business economico, il primario è passato ad analizzare molti altri aspetti come quello ad esempio che le mutate condizioni di vita abbiano debellato alcune delle malattie endemiche. Brach del Prever ha dimostrato che a buone condizioni degli Stati Uniti, corrispondono ancora virus attivi che non ci sono invece nelle baraccopoli dell’India. La parte più interessante è stata la lettura del decalogo “antibufale”, lanciato dalla Società Italiana di Pediatria per smentire i più comuni falsi miti sui vaccini, un’iniziativa per contrastare, attraverso la corretta informazione, il calo delle coperture vaccinali. Perché la copertura, cosiddetta di “gregge” sia buona bisogna essere intorno al 95% di vaccinati, soglia che, invece, in Italia sta pericolosamente scendendo.
Ed ecco i falsi miti:

I vaccini contengono additivi e ingredienti pericolosi: falso.
I vaccini, come tutte le preparazioni, sono composti da molti elementi. Oltre all’antigene che solitamente è un microorganismo (virus o batterio) attenuato o inattivato, sono presenti un liquido di sospensione (spesso acqua distillata sterile o soluzione fisiologica sterile) e adiuvanti (generalmente sali di Alluminio, che stimolano la risposta immunitaria rendendola duratura). L’uso di conservanti a base di mercurio è stato completamente abbandonato nel 2002

È meglio essere immunizzati dall'infezione naturale piuttosto che dai vaccini: falso.
L’immunizzazione naturale effettivamente ha una durata per la vita salvo che per alcuni agenti, però d'altro canto si corrono i rischi della patologia che spesso non sono adeguatamente percepiti. Ad esempio il morbillo causa nel 10% dei casi problematiche polmonari, in un caso ogni 1000 complicanze encefalitiche, e in un caso ogni 10 mila danni neurologici.
Il virus o il battere contenuto nel vaccino è “attenuato” (cioè vivo ma non aggressivo) o “inattivato” (ucciso): pertanto, nonostante sia in grado di attivare una risposta del sistema immunitario (che, in caso di nuovo contatto, potrà riconoscere e neutralizzare immediatamente il microbo), il vaccino evita che si manifestino i sintomi della malattia infettiva e le sue possibili conseguenze.

I vaccini non proteggono al 100% i vaccinati.
È vero in alcuni casi, ma in caso di vaccinazione universale con un’alta adesione la protezione determinata dalla cosiddetta immunità di gregge. In ogni caso per molte vaccinazioni è necessario procedere all’esecuzione periodica di richiami per mantenere nel tempo una sicura protezione. L’immunità di gregge è basata sul principio per cui se un alto numero di persone è vaccinato contro una determinata malattia per un lungo arco di tempo, il virus non può trasmettersi e, nel caso in cui l’ospite sia esclusivamente l’uomo, arriva a scomparire. Se prendiamo in esame il vaiolo, prima del vaccino, in Europa causava 700mila decessi l’anno. Grazie alla vaccinazione nel 1980 la malattia è stata dichiarata del tutto scomparsa.

I vaccini polivalenti possono sopraffare il sistema immunitario dei bambini e causare malattie: falso
Dai tre mesi di vita l’organismo è in grado di sviluppare una adeguata risposta immunitaria. Nessuna correlazione epidemiologica ad oggi dimostra una correlazione con la morte improvvisa del lattante.

I vaccini causano l’autismo: falso
Una storia, tra tutte, può essere da esempio di quanto detto: il “famigerato” studio apparso sull'importante rivista medica Lancet che avrebbe dimostrato la correlazione tra autismo e vaccino contro il morbillo. Tale studio, condotto da un medico inglese, Andrew Wakefield nel 1998, è un falso riconosciuto dallo stesso autore. Wakefield aveva truccato i dati per evidenziare come il calendario vaccinale potesse predisporre alcuni bambini verso il disturbo autistico. Sulla base di tale studio si era fatto promotore di una campagna di vaccinazione da lui messa a punto. Lancet, riconosciuto l’errore, pubblicò per la prima volta nella sua prestigiosa storia una smentita con tanto di scuse, ma ormai il danno era compiuto. E la teoria, falsa, di Wakefield rimane tuttora un’arma in mano al fronte no vax. Lo studio di Wakefield ha avuto comunque un merito: da quel momento sono iniziate interminabili verifiche di tipo epidemiologico, per studiare la possibile correlazione tra vaccinazioni e disturbi di vario genere, dai disordini autoimmuni alle malattie tumorali. Ebbene nessuna di queste revisioni ha mai dimostrato un legame concreto.

Giorgio Aghemo, presidente Unitre, e il professor Adalberto Brach del Prever