Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

lunedì 23 ottobre 2017

Caselle. La commissione di garanzia regionale del Pd conferma le espulsioni

Il dispositivo è arrivato solo venerdì, a due giorni dal congresso cittadino del Pd. Così gli otto espulsi dal partito, per due anni, dalla commissione metropolitana, non hanno neppure avuto il tempo di fare una loro lista. Ma, quello che dovevano dire, domenica mattina in sala giunta lo hanno cantato e poi se ne sono andati per protesta. A Caselle, la frattura interna al Partito Democratico, è sempre più pesante e gli espulsi tutto hanno intenzione di fare tranne che arrendersi. La loro colpa? Essersi candidati in una lista alternativa al Pd e comunque non autorizzata dal partito stesso, come è stato confermato dal segretario provinciale Fabrizio Morri e da quello regionale Davide Gariglio. Tutto inizia prima delle elezioni del giugno scorso che hanno sancito la travolgente vittoria di Luca Baracco, quando il direttivo del Circolo casellese, guidato da Claudio Picca Garin, decide di ricandidare alla carica di primo cittadino proprio Baracco e dargli mandato per la formazione della lista. Secondo i dissidenti, sarebbe stato necessario riunire gli iscritti e chiedere il loro parere. La commissione di garanzia regionale afferma nel dispositivo: «...non sussistono norme interne al Partito Democratico che prevedono che la scelta del candidato sindaco e l’individuazione dei candidati della lista debba passare dall’assemblea degli iscritti». Inoltre Morri e Gariglio in audizione hanno affermato che il percorso del Circolo di Caselle non solo è stato condiviso dalle segreterie, ma anche avvallato. Risultato? Espulsione di due anni confermata per Mauro Esposito, Adele Tirone, Morena Accardi, Anonella Bumbaca, Giuseppe Ciravolo e Antonia Sergio. Ridotta ad un anno per Pietro Pastore Benet e Pietro Bessi, perché presentatori e sostenitori, non candidati. Gli espulsi, tuttavia, non ci stanno e già annunciano che non si fermeranno. Probabile potrebbe esssere il ricorso alla commissione di garanzia nazionale, poi rimangono solo gli organismi europei. «Dopo le elezioni – commenta Adele Tirone a nome di tutti gli espulsi - si poteva riprendere il lavoro nel partito insieme come è avvenuto a San Maurizio. Invece, il segretario del circolo di Caselle ha chiesto alla Commissione Metropolitana di Garanzia la nostra espulsione». Il risultato è noto a tutti ormai. «Le connivenze di cui godono all’interno del partito provinciale e regionale - prosegue Adele Tirone - hanno portato a questo punto. Ci è stato impedito di fare una lista per il congresso così hanno potuto eleggere chi volevano. Così potranno gestirsi le aree Ata come meglio credono. Noi non ci arrendiamo. È resilienza la nostra, contro il gruppo di potere che domina e blocca Caselle da vent’anni e dal quale, ne siano pur certi, noi ci difenderemo uscendo dalla gabbia delle loro connivenze».  Sconfitti alle elezioni, espulsi da due commissioni, gli otto dissidenti andranno fino in fondo costi quel che costi.
Ieri mattina, comunque è stato eletto anche il nuovo segretario, Stefano Oggiano, che avrà il suo bel da fare per ricomporre la frattura e riportare la pace come pure auspica la commissione di garanzia regionale. I votanti sono stati 49, circa il 50% degli aventi diritto.

Stefano Oggiano