Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

domenica 15 ottobre 2017

Caselle Quando valorizzazione fa rima con formazione. Un premio ai piccoli della scuola "Andersen"


Riflettere sull'emigrazione non è cosa da poco in questo momento storico. Se poi a farlo sono i bimbi di una scuola d'infanzia, allora è ancora più importante e ricco di sfumature. Eppure è proprio quello che hanno fatto i piccoli alunni della sezione G della scuola d'infanzia "Andersen" di Caselle che con le loro insegnanti, Sonia Fava e Livia Piombi, hanno voluto adottare il monumento proprio in piazza dell'emigrante. Realizzato dal compianto e mai dimenticato Domenico Musci era stato inaugurato durante il gemellaggio con Morteros, città argentina "hermana" di Caselle in cui tanti piemontesi hanno trovato la loro nuova patria. Non solo, tuttavia, i bimbi della sezione G hanno adottato quel monumento che simboleggia il tema più che mai attuale dell'emigrazione, ma hanno pure vinto il concorso nazionale "Adotta un monumento" indetto dalla Fondazione Napoli Novantanove, in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, con il patrocinio dell'ANCI. Il 7 novembre la scuola di Caselle, unica in Piemonte se si fa eccezione per un professionale di Ceva, sarà premiata nel corso di una cerimonia, proprio a Napoli nel teatrino di corte del Palazzo Reale.
La scuola adotta un monumento  nato a Napoli nel dicembre 1992 su iniziativa della Fondazione Napoli Novantanove, è un progetto di educazione permanente al rispetto e alla tutela del patrimonio storico-artistico e più in generale dell'ambiente. Il progetto parte dal riconoscimento della centralità della scuola nella formazione della cultura e dei comportamenti dei cittadini. Le nuove generazioni  diventano così il soggetto privilegiato per l'affermazione di una nuova consapevolezza del bene culturale.  Che significa imparare a riconoscere i beni culturali come emergenze monumentali e insieme manufatti antropologici, radicati nel tessuto culturale e sociale di una comunità. In questo contesto "adottare un monumento non significa solo conoscerlo ma anche prenderlo sotto tutela spirituale e dunque sottrarlo all'oblio e al degrado, averne cura, tutelarne la conservazione. Ed è proprio quello che questi bambini, grazie alla sensibilità delle loro insegnanti, cui va il plauso e il ringraziamento della comunità di Caselle, hanno fatto e faranno.