Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

giovedì 19 ottobre 2017

Volpiano - Comital: lavoratori ma, soprattutto, uomini .

Il presidio davanti ai cancelli della Comital Volpiano , almeno per ora, è stato smantellato. L’ipotesi dei licenziamenti, anche in questo caso almeno per ora, allontanata. L’accordo siglato mercoledì sera tra le parti, a Torino, non rappresenta certo la soluzione della lunga e complessa vicenda dello stabilimento di Volpiano, ma garantisce un mese di respiro per i 140 dipendenti che, da 80 giorni, stazionano davanti ai cancelli di via Brandizzo. Un mese nel corso del quale si cercherà di capire quale potrà essere il destino della Comital (fallimento? acquisizione da parte di gruppi stranieri?) e dei suoi operai.
E questo è quanto riguarda i lavoratori.
Poi, dentro a questa vicenda, c’è una storia più piccola ma non meno importante, che riguarda gli uomini, le persone.
Una storia che vede come protagonista uno degli operai, e sua moglie, gravemente malata. Con delle cure da fare che costano, costano parecchio. La notizia è arrivata giovedì mattina, dopo che i lavoratori riuniti avevano approvato, ad ampissima maggioranza, l’accordo strappato dai sindacati. Non sono serviti grandi discorsi. È bastato che uno di loro spiegasse la situazione. E quegli uomini, quelle persone, pur nelle difficoltà che stanno vivendo, e che vivranno ancora, dal momento che una soluzione definitiva è di là da venire. Pur nel timore di non avere più un posto di lavoro. Pur con la preoccupazione di una famiglia da mantenere. Per con ottanta giorni di rabbia, amarezza e disperazione sulle spalle, passati a presidiare lo stabilimento, non hanno perso tempo. Hanno messo mano al portafogli, dando ciascuno quanto poteva.
E allora giù il cappello davanti ai lavoratori, anzi, agli uomini (e alle donne) della Comital, che nonostante questa brutta storia sono riusciti ad essere persone capaci di pensare a chi sta peggio. Con buona pace di quei francesi, proprietari dello stabilimento, che considerano i lavoratori Comital numeri, e non persone.