Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

venerdì 22 dicembre 2017

Borgaro e Caselle votano lo scioglimento del Cim. "Bisogna iniziare a staccare il cordone ombelicale"

Il primo colpo al Cim, in ordine di tempo, è arrivato da Borgaro. Dove il Consiglio comunale,
Claudio Gambino
con il voto compatto della maggioranza, quello contrario di Cinzia Tortola del Movimento Cinque Stelle (che aveva chiesto il ritiro della delibera) e l’uscita dall’aula del gruppo Latella (dopo aver proposto di posticipare il tutto a fine marzo) ha approvato lo scioglimento del Consorzio. "Del resto era una duplicazione dei costi - ha spiegato il primo cittadino, Claudio Gambino - e si doveva arrivare a questo atto. Per Mappano, comunque, non cambierà nulla. I dipendenti che lavoravano per il Cim passeranno al Comune, che comincerà così a lavorare con i propri dipendenti". Una visione sin troppo “natalizia”, secondo la Tortola che, anzi, ha dipinto quello portato avanti dalla maggioranza di Governo come un golpe: "Ma sarebbe il primo golpe che, invece di conquistare il potere, cerca di cederlo - ha ribadito Gambino - La verità è che è ora che la maggioranza di Mappano, regolarmente eletta, inizi ad amministrare. Siamo pronti a collaborare con le convenzioni. Ma a patto che tutti i Comuni abbiano pari dignità. Quando abbiamo partecipato al tavolo in Città Metropolitana siamo stati trattati come camerieri, cui viene data la lista delle cose da fare.

Le opposizioni preoccupate per la scelta dell'amministrazione
E a queste condizioni non ci stiamo". E a rincarare la dose, l’assessore Marcella Maurin. Mappanese. "Sapete cosa vuol dire vivere, ora, a Mappano? Ci sono 8mila cittadini che fanno domande, e nessuno che dà delle risposte. Questa amministrazione, in campagna elettorale, diceva di saper gestire tutto. Ma dove sono ora? Non sono in Comune, non sono negli uffici, non sono tra la gente. Hanno voluto la bicicletta? È ora che pedalino". Il secondo colpo, a distanza di un'ora, è arrivato da Caselle, dove la maggioranza
Luca Baracco
Luigi Chiappero
guidata dal sindaco Luca Baracco, ha proposto la stessa identica delibera riproponendo le stesse motivazioni già espresse dal collega di Borgaro. Subito ne sono scaturite preoccupazioni prima da Andrea Fontana per la lettera inviata dal sindaco di Mappano, Francesco Grassi, nel pomeriggio di ieri, in cui venivano minacciate denunce nel caso di interruzione dei servizi ai mappanesi e poi da Luigi Chiappero che ha chiesto al sindaco di leggere pubblicamente quel documento. A quel punto Baracco ha illustrato anche la lettera, inviata il giorno precedente e sottoscritta dai quattro sindaci dei Comuni cedenti. "Una sorta di road map - l'ha definita - con tempistiche da seguire per arrivare alla piena autonomia non solo amministrativa ma finanziaria di Mappano. Lo scioglimento del Cim, che ripeto, è un doppione perchè ora quelle stesse funzioni sono del Comune, è solo il primo di tanti atti che dovremo andare a fare. Nella lettera del 20 dicembre non solo abbiamo elencato le funzioni che passeranno a Mappano, abbiamo anche suggerito soluzioni. I Comuni cedenti non stanno scaricando Mappano e non lo faranno nei prossimi mesi". L'assessore Giovanni Isabella ha ribadito che ormai "va tagliato il cordone ombelicale e il Cim è il primo passo". L'amministrazione mappanese vorrebbe capire quanto dal 2013 ad o oggi sia stato incassato dalle tasse dei mappanesi dai Comuni cedenti e quanto sia stato speso. A questo proposito Chiappero ha chiesto se fossero stati effettuati dei  conteggi. La risposta di Caselle è stata che sostanzialmente c'è stato un sostanziale pareggio.  I conti, quelli precisi, se verranno fatti (Mappano lo chiede da mesi),  in sostanza potrebbero dimostrare che Caselle nulla deve a Mappano. Alla fine la maggioranza ha votato compatta, Chiappero si è astenuto chiedendo però al sindaco di fare da mediatore in questa situazione e supportare Mappano in questo difficile passaggio, mentre Alessandro Favero e Andrea Fontana non hanno partecipato al voto. Assenti al punto il Movimento 5 Stelle che per protesta aveva abbandonato l'aula all'inizio del Consiglio per protestare contro l'orario di convocazione della seduta.