Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

mercoledì 17 gennaio 2018

Caselle Il Comitato di Borgata Francia chiede immediati interventi sulla sponda sinistra dello Stura. L'obiettivo è evitare nuovi danni per eventi allvionali



Il presidente Giuseppe Spina
Parte dal Comitato di borgata Francia, duramente colpita in passato dalle alluvioni e spesso troppo) teatro di abbandono di rifiuti anche pericolosi,la richiesta della messa in sicurezza della sponda sinistra del torrente Stura da Caselle a Ciriè. Per questo è stata lanciata una petizione che ha già raccolto circa 300 adesioni. “Con questa iniziativa vogliamo descrivere la situazione in cui versa il territorio sulla sponda sinistra e richiedere il tempestivo intervento delle competenti autorità regionali. – spiega il Comitato - . Recentemente un gran numero di abitanti delle zone attigue all’alveo del fiume Stura si sono riuniti in un comitato per la tutela dei propri interessi ed hanno, contestualmente, eletto tre rappresentanti che possano promuovere azioni integrate di sensibilizzazione, nonché propulsive di interventi necessari, quale è la presente. Ad oggi si contano 299 firmatari”. E’ stato anche eletto un direttivo: Giuseppe Spina (presidente), Michele Coletti (vice-presidente) e Valentina Povero (segretaria). “Nel 1994, il torrente Stura di Lanzo erose gran parte della sponda sinistra, trascinando con sé una villetta e parte di una trattoria, per tacere degli ingenti danni al territorio pubblico ed ai fondi agricoli privati. – illustrano - A distanza di 6 anni la storia si è tristemente ripetuta: a farne le spese, questa volta, è stata la debole massicciata eretta dopo i precedenti eventi, i fondi agricoli rimasti e circa 200 metri di pubblica strada. Successivamente furono ripristinate le vie di comunicazione, il massiccio spondale e aggiunti sei “pennelli” frangiflutti per assorbire e placare la spinta idrica. La situazione attuale, dopo la piena del 2016, è rimasta pressoché identica a quella della fine degli anni ’90 e potrebbe portare alle stesse tragiche conclusioni. L’alveo, infatti, è attualmente ostruito da alberi e detriti, che hanno provocato lo spostamento del letto del fiume sul lato abitato di Borgata Francia, nel Comune di Caselle T.se. I muraglioni artificiali, dove non sono collassati a causa di piene passate, sono ormai resi inutili da depositi alluvionali accumulati ai lati, che ne hanno ridotto, o addirittura annullato, il fronte laterale di impatto idrico”. Questi sono i motivi per cui il Comitato ha invitato il sindaco, Luca Baracco ad aprire un tavolo con i colleghi di San Maurizio e Ciriè per trovare una soluzione comune e interfacciarsi con la Regione. Cosa chiede il Comitato?  La pulizia dell’alveo ostruito e il riassetto del letto di scorrimento su un’area di competenza più ristretta, meno variabile e più sicura; la dragatura del materiale di deposito che ha innalzato la quota golenale a ridosso delle opere provvisionali site in Borgata Francia, riducendone l’efficienza; il ripristino del muraglione frangiflutti collassato a seguito dell’ultimo evento alluvionale e l’eventuale rinforzo delle opere provvisionali esistenti ed espansione nelle porzioni di territorio che ne siano sprovviste. Tutto ciò in attesa che gli annunciati 42 milioni di euro necessari a Caselle per ripristinare gli argini e mettere in sicurezza  reticoli e collettori siano resi disponibili come annunciato qualche mese fa. Al momento, come dichiarato dal vicesindaco, Giovanni Isabella, all'ultimo Consiglio comunale, di certezze non ce ne sono. Non ancora per lo meno.