Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

sabato 27 gennaio 2018

Caselle La memoria come vaccino culturale contro l'antisemitismo e il razzismo

Davide Aimonetto tra il sindaco Luca Baracco e l'assessora Erica Santoro
Il fascismo in Italia non fu solo dittatura, guerra e distruzione. Fu anche, nel 1938, l'emanazione delle famigerate leggi razziali o razziste come più tardi furono definite.   Gli ebrei italiani furono completamente privati di ogni diritto: i bambini espulsi dalle scuole, gli adulti estromessi dalla vita militare, civile e lavorativa. Una pagina aberrante della storia del nostro Paese. L'Italia mai era scesa così in basso. A raccontare di questo periodo storico, alla vigilia del Giorno della Memoria, lo storico, giornalista, graduate presso lo Yad Vashem di Gerusalemme, il più importante museo e centro di ricerca al mondo, dedicato allo studio della Shoah, Davide Aimonetto. La serata è iniziata con le appassionanti parole dell'assessora alla cultura Erica Santoro che ha invitato tutti alla responsabilità "perchè saremo chiamati a dire da che parte siamo stati quando alcune cose sono accadute e ancora accadono nella nostra contemporaneità. Non si può rimanere indifferenti" e ha esortato a non cadere in una vuota ritualità di questo giorno perchè "bisogna ripetere, ripetere affinchè il messaggio passi di generazione in generazione". Aimonetto con la consueta verve oratoria e competenza in materia ha illustrato cosa accadde in quegli anni bui. "Le leggi razziali non furono un fenomeno solo tedesco - ha chiarito - Furono un fatto anche italiano, anche se gli italiani rimasero abbastanza indifferenti, convinti, a parte per qualche frangia, che fossero state promulgate più per accontentare l'alleato tedesco che per perseguitare veramente gli ebrei. Non fu così. Anche se poi furono  molti gli italiani che si prodigarono per aiutare gli ebrei a nascondersi e a salvarsi". Alla fine, dal famigerato "Binario 21" della stazione centrale di Milano il 30 gennaio 1944 partirono circa 650 ebrei per essere avviati ai campi di Auschwitz-Birkenau, tra cui la neo senatrice a vita, Liliana Segre che aveva appena 13 anni. Solo ventidue di questi riusciranno a tornare vivi dal lager. Altri 14 convogli partirono anche per i campi di Mauthausen, Bergen Belsen, Fossoli e Bolzano.  Aimonetto ha voluto chiudere la serata, 
intervallata da letture, testimonianze di cosa vissero gli ebrei italiani, con l'immagine di Anna Frank, la giovane che attraverso il suo diario ha testimoniato le vicende di quel terribile periodo storico, lasciando al mondo la speranza di un domani migliore. Ma, per costruire un futuro migliore di pace, rispetto, democrazia siamo chiamati tutti e tutti abbiamo la grande responsabilità di consegnare un domani migliore alle nuove generazioni, come ha sottolineato nel suo intervento il presidente della repubblica, Sergio Mattarella. La macchia delle leggi razziali non potrà essere cancellata, ma sicuramente tramandarne il ricordo aiuta, almeno dovrebbe aiutare, ad evitare  che ciò che avvenne possa verificarsi ancora.  







Il folto pubblico presente in sala Cervi

Un momento della serata

Il relatore Davide Aimonetto