Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

giovedì 11 gennaio 2018

Mappano, Riflettendo



A volte con la fretta di scrivere un articolo e, magari, pubblicarlo prima degli altri (i concorrenti che poi spesso e volentieri sono anche amici) non ci si ferma a riflettere sulla natura della notizia stessa. Con calma e tranquillità, invece, si può ragionare. Ed è così che abbiamo deciso di fare qualche riflessione. La prima riguarda la notizia  di ieri. Il Movimento 5 Stelle che si infuria per lo slittamento di un'inziativa già programmata da tempo. La causa, dicono i pentastellati, risiede nel caos procurato dal Comuni cedenti, Borgaro e Caselle in particolare, che deliberando lo scioglimento del CIM, consorzio non obbligatorio tra Caselle e Borgaro, appunto, non hanno dato in comodato d'uso al nuovo Comune di Mappano, l'edificio di piazza don Amerano. Risultato? La sala "Lea Garofalo" non può essere concessa in questo caso al Movimento 5 Stelle per la sua serata. L'assessore Massimo Tornabene prontamente ha rassicurato che la situazione è in via di risoluzione e associazioni e partiti potranno usufruirne. La domanda che sorge, però, spontanea è, ma "se non c'è il comodato d'uso per i Cinquestelle, perchè Caselle non ha ancora fatto gli atti, allora la giunta mappanese la sta forse occupando abusivamente quella sede?". Qualcuno potrebbe obiettare che la legge regionale 1 del 2013 stabilisce la sede del nuovo Comune proprio in piazza don Amerano 1, il successivo quesito allora è "di cosa stiamo discutendo?". Da quando l'amministrazione, la prima nella storia di Mappano, si è insediata, ha sempre occupato quel edificio. Si sono perfino tenuti quattro sedute del Consiglio Comunale... Di nuovo qualcuno potrebbe dire, vabbè, era la sede del CIM quindi era giusto così. Ma, il CIM non è stato ed era forse quell'organismo creato e quindi di proprietà di Borgaro e Caselle, come pure in qualche modo il palazzo di piazza don Amerano è patrimonio di Caselle? Almeno fino al comodato d'uso? La vicenda della sala negata ai Cinquestelle (che in questo caso non dovrebbero sbraitare contro i Comuni cedenti, ma contro l'amministrazione mappanese) è stata niente più che una tempesta in un bicchiere d'acqua.
Poi c'è la questione della comunicazione ai cittadini per il pagamento di Irpef e tasse. Anche in questo caso da dire ci sarebbe davvero molto. Ma sulla questione torneremo quanto prima facendoci aiutare  da un esperto che la spiegherà per filo e per segno.