Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

lunedì 8 gennaio 2018

Mappano, Tornabene: Borgaro non conferma gli impegni per Mappano. Almeno Caselle e Leini rispondono. La preoccupazione dell'assessore

Borgaro sempre più sta “scaricando” Mappano. Da quando la sua ex frazione è
Massimo Tornabene
diventata Comune, a Mappano da Borgaro non viene garantito più nulla. Almeno, è quanto sostiene l’assessore mappanese, Massimo Tornabene. E, sebbene, i rapporti non siano idilliaci neppure con gli altri Comuni cedenti, Caselle e Leini, con questi, se non altro esiste un minimo di collaborazione. Con Borgaro, no.
“Era inevitabile che ci fosse un rallentamento, visto che Mappano non ha ancora una sua struttura tecnica – dichiara Tornabene -  ma più mi occupo di questo argomento, più mi rendo conto che molte delle dichiarazioni, anche elettorali, fatte in passato sono state assai superficiali”. Per dirne una? Il progetto di realizzazione del marciapiede ad est della strada provinciale 267. “Nei giorni scorsi ho incontrato i rappresentanti del Comitato per i servizi – prosegue - ed ho loro illustrato lo stato dell’arte. Innanzitutto. li ho informati del fatto che il progetto per il marciapiede è stato bocciato dal Consorzio irriguo che dovrà gestire le acque raccolte nella fogna sottostante al marciapiede e che quindi dovrà essere rifatto. SMAT, al riguardo, mi ha annunciato almeno un semestre di lavoro per la revisione tecnica. Dopodiché la mia richiesta ai Comuni cedenti di garantire la copertura finanziaria del marciapiede ha visto il Comune di Borgaro negare il proprio sostegno. Questo nonostante gli impegni formali assunti da quel Comune”. Più collaborativo con il nuovo Comune, invece, Caselle. “Sia il sindaco Baracco che l’assessore al Bilancio Isabella -  aggiunge Tornabene - ci hanno dichiarato la disponibilità delle somme previste per la risistemazione viaria di piazza Don Amerano, per la loro quota del marciapiede e per il parcheggio per il nuovo oratorio. Confidiamo nelle loro parole”. E, il marciapiede sulla Sp267 non è l’unico tema di scontro con Borgaro.  Secondo Tornabene c’è molto da ridire anche sul rifacimento della rotonda di Via Rivarolo. “Ho chiesto al CIM, a cui era stato affidato il compito di far realizzare l’opera – spiega l’assessore mappanese - tutti gli incartamenti ed ho avuto un’amara sorpresa. Quei lavori, nonostante l’aggiudicazione all’impresa che dovrebbe eseguirli, non sono ancora partititi per un impedimento posto dal Comune di Borgaro che, anche difronte al nulla osta della Città Metropolitana, continua a sostenere che siano necessari ulteriori approfondimenti. Intanto la sicurezza dei mappanesi che attraversano quel tratto di strada diventa, di giorno in giorno, più pericoloso”.  Per non parlare poi degli oneri di urbanizzazione, incassati dai Comuni cedenti di cui in alcuni casi non si conosce neppure l’entità. Soldi che aiuterebbero il nuovo Comune di Mappano, finalmente, di decollare.  “Dal 2013 al 2017 Caselle, Borgaro e Leinì hanno incassato gli oneri  - chiariscde - che le imprese hanno pagato quando hanno costruito su Mappano. Ad oggi solo Caselle ha risposto alla nostra richiesta di rendicontazione. In quel caso stiamo parlando di oltre un milione di euro. Il nodo è quello che gli oneri incassati dovrebbero essere spesi sul territorio di appartenenza e il Comune di Mappano esiste dal 2013, non dall’11 giugno scorso. Stiamo parlando di risorse dei mappanesi, per cui sapere a quanto ammontano e come quei soldi sono stati spesi aiuterebbe tutti a fare chiarezza”.   E, conclude puntando il dito contro chi professa il confronto solo a parole:  “credo di essere una persona disponibile al dialogo, ma questo non può prescindere anche dalla conferma degli impegni che i Comuni cedenti avevano assunto e dalla chiarezza sugli importi degli oneri di urbanizzazione incassati da quando è stato istituito il Comune di Mappano”.