Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

lunedì 12 febbraio 2018

Guerra fredda tra Mappano e i Comuni cedenti. A rischio anche le convenzioni


"Se voi suonerete le vostre campane, noi suoneremo le nostre trombe". Com'era prevedibile all'atto del sindaco del Comune di Mappano di dare incarico legale per ricorrere contro i bilanci dei Comuni cedenti, non poteva non seguire una contro proposta. "I sindaci, e i loro delegati, dei Comuni cedenti, seppur arrivati con delle soluzioni concrete per agevolare la costituzione della struttura tecnica del comune di Mappano - scrivono alterati i primi cittadini di Borgaro, Caselle, Leini e Settimo - e la definizione delle convenzioni per mantenere i servizi attivi, hanno trovato sul tavolo negoziale l’ostilità del neo Comune manifestata attraverso una delibera che dà mandato al sindaco Grassi di ricorrere al Tar contestando i bilanci di previsione 2018 ed i consolidati del 2017 dei Comuni cedenti. Questa azione, immotivata visto il percorso responsabile avviato dalle quattro amministrazioni cedenti, preclude la prosecuzione dell’attività di collaborazione tra i cinque Comuni delegando le azioni future, che incideranno sulla comunità mappanese, non più alla politica ma alla magistratura. Ci auguriamo, soprattutto per il bene dei mappanesi, che il sindaco Grassi annulli la delibera e consenta la ripresa del dialogo tra il Comune da lui rappresentato e le 4 amministrazioni cedenti".  La situazione si fa sempre più complicata. Alla chiusura di Grassi corrisponde ora quella di Luca Baracco, Claudio Gambino, Gabriella Leone e Fabrizio Puppo, sindaci dei quattro Comuni cedenti che esasperati, evidentemente dall'atteggiamento del primo cittadino mappanese, viaggiano ormai sul piede di guerra e sono consapevoli che se le azioni legali proseguiranno il loro iter, per Mappano non sarà certo facile proseguire il dialogo e tantomeno risolvere i numerosi problemi che continuano imperterriti a rimanere in agenda