Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

mercoledì 21 febbraio 2018

Mappano Grassi chiarisce la sua posizione sul ricorso al TAR e riconferma tutte le sue istanze. A decidere sul futuro di Mappano sarà, dunque, il TAR?



Francesco Grassi, sindaco di Mappano, torna sulla vicenda del ricorso al
Francesco Grassi
TAR contro i bilanci di Borgaro, Caselle, Leini e Settimo. Ci torna per chiarire ancora una volta, se ce ne fosse ancora necessità, la sua posizione. "
Come già annunciato la notifica del ricorso non comprende l'istanza cautelare con la richiesta di sospensione immediata degli atti impugnati - chiarisce nuovamente - Restiamo disponibili a negoziare le prossime fasi di scorporo di Mappano che seguiranno alla delibera della Città Metropolitana. Resta fermo che l'accordo deve essere equilibrato e in uno spirito di leale collaborazione e non deve prevedere il permanere di contenziosi contro l'istituzione del comune di Mappano e il blocco rispetto all'applicazione della legge istitutiva per quanto riguarda il trasferimento dei beni e del personale. Mappano non abbandonerà il tavolo negoziale, se avesse avuto tale intenzione, avrebbe già potuto farlo a luglio quando è stata rigettata la sua proposta di protocollo d'intesa in Regione ed è stato mantenuto il contenzioso presso il TAR, con la proposta per abrogare la legge istitutiva del comune di Mappano. Avremmo potuto abbandonare il tavolo negoziale anche quando ci sono state negate le necessarie risorse di personale ed economiche, ma non lo abbiamo fatto. Se i comuni di concerto abbandonano oggi il tavolo negoziale se ne assumeranno in pieno la responsabilità politica ed in questo caso sarà inevitabile che la prosecuzione della separazione del comune di Mappano sia tutelata a livello giurisdizionale. Ci auguriamo di essere, qualora fosse ancora necessario,  stati sufficientemente chiari, sia nelle intenzioni che negli atti e ribadiamo, pur tutelandoci, la massima disponibilità ad una soluzione mediata del contenzioso".
Grassi sostanzialmente ripropone sempre  le stesse identiche posizioni. Quelle che stanno sempre più allontanando i Comuni cedenti dal tavolo di concertazione. Preoccupa il fatto che a decidere debba essere la magistratura per i tempi e per gli esiti tutt'altro che scontati. Quante volte volte cause che sembravano andare in una certa direzione hanno poi preso tutt'altra strada? Le vie della giustizia e della politica non corrono parallele. E' meglio esserne consapevoli fin da subito.