Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

mercoledì 14 febbraio 2018

Mappano Grassi fa marcia indietro (ma solo fino a venerdì) sulla delibera di impugnazione dei bilanci di Borgaro, Caselle, Leini e Settimo


Grassi fa marcia indietro e sospende l'effetto della delibera di impugnazione dei bilanci dei comuni cedenti fino al tavolo di venerdì in Città Metropolitana.  "Se ci sarà in
Il sindaco di Mappano Francesco Grassi
quella sede il via libera alla delibera di riparto - spiega il sindaco mappanese - ci asterremo dal chiedere la sospensione cautelare dell'efficacia dei bilanci". Qualche dubbio ce l'abbiamo. A meno che non sia stata modificata seguendo le indicazioni dei sindaci di Borgaro, Caselle, Leini e Settimo che l'avevano considerata "irricevibile" bloccandone l'approvazione.
Intanto prosegue la guerra a distanza tra Mappano e Comuni cedenti a suon di comunicati e dichiarazioni. L'ultimo in ordine di tempo è quello del primo cittadino mappanese, Francesco Grassi che non si limita a chiarire, ma ripercorre pure la storia della nascita di Mappano che ormai sta quasi assumendo connotati epici.
Luca Baracco sindaco di Caselle

"Da quando l’attuale amministrazione di Mappano è stata eletta ha sempre cercato e cerca tutt’ora, di trovare una soluzione concertativa con i comuni cedenti  - spiega Grassi - nonostante questi  abbiano causato per via giudiziaria il rallentamento dell'istituzione del comune di Mappano che poteva essere nato già nell’anno 2010. Dopo essere riusciti a far saltare due referendum nel 2009 e nel 2010 e ad impedire le prime elezioni amministrative nel 2013 indette dal prefetto dopo l’istituzione del comune di Mappano avvenuta il 31 gennaio del 2013, mantengono a tutt’oggi un forte atteggiamento ostruzionistico sia presso il TAR sia presso la Corte dei Conti con iniziative legali volte da una parte, all’annullamento della legge istitutiva del comune di Mappano e dall’altra, ad impedire il suo avvio non consentendo il trasferimento del personale e delle risorse economiche introitate fino alla fine dell’anno 2017". Ecco a Borgaro, Caselle e Leini sostengono l'esatto contrario: ossia che la posizione ostruzionistica la tengano gli amministratori, o almeno alcuni amministratori mappanesi. "Trovo alquanto singolare che venga accusato il comune di
Claudio Gambino sindaco di Borgaro
Mappano di non favorire un clima di collaborazione  - prosegue Grassi - quando è sotto gli occhi di tutti il tentativo di bloccare la definizione dei rapporti conseguenti al istituzione del comune di Mappano minacciando ulteriori ricorsi anche contro la necessaria delibera di riparto della Città Metropolitana". E, in questo caso Grassi potrebbe aver ragione dal momento che sono stati i proprio i Comuni cedenti a rinviare al mittente la proposta della Città Metropolitana, considerata "irricevibile".

"Il comune di Mappano si è fatto promotore di varie proposte di concertazione sul tema del trasferimento del personale e del riparto  dei beni - continua ancora Grassi - in proporzione alla popolazione e al territorio scorporati, culminate in una proposta di protocollo di Intesa presentata all’inizio di dicembre, alla quale non è stata data nessuna risposta come del resto anche alla proposta di protocollo d’Intesa presentata in Regione il 14 luglio 2017".
Gabriella Leone sindaca di Leini
Sempre e ancora "irricevibili" secondo i cedenti che in quanto al personale da trasferire, ad onor del vero, lo avevano detto in tutte le salse di non poter lasciare andare a Mappano proprio nessuno in quanto tragicamente sotto organico.
 
"L’impressione che abbiamo, e che speriamo non corrisponda a verità è che semplicemente i comuni cedenti stiano ancora cercando di annullare la legge istitutiva attraverso il ricorso tuttora presente al TAR  . prosegue ancora - e nel frattempo stiano cercando di trattenere le risorse introitate dai cittadini di Mappano dal 2013 al 2017 senza rendere conto delle spese effettivamente sostenute a favore di Mappano. Una volta approvata la delibera definitiva di riparto della città metropolitana, ormai urgente ed indifferibile, restiamo comunque disponibili ad approfondire un accordo che permetta un ordinato trasferimento del personale e delle risorse spettanti al comune di Mappano senza per questo creare situazioni di eccessiva difficoltà ai comuni cedenti, nonostante tutte le iniziative
Fabrizio Puppo sindaco di Settimo
legali mantenute a nostro danno non abbandoneremo mai il tavolo della concertazione e restiamo disponibili ha un giusto accordo che salvaguardi tutti e cinque i comuni". L'impressione che se ne trae e che non ci si riesca a muovere di un passo. O peggio ad un passo avanti ne corrispondano sempre due indietro. I cedenti non vogliono cedere e dal canto suo, Mappano continua sempre a battere sullo stesso chiodo, ormai arrugginito. E, i cittadini?....  Non possono che sperare, dopo le minacce dei comuni cedenti sulla reale possibilità di una soluzione politica, che qualcuno in questo guazzabuglio riesca a tirar fuori un minimo di giudizio. Perchè lo ricordiamo, Mappano non è solo l'amministrazione Grassi, è anche e soprattutto 7300 cittadini, 800 aziende e quasi 7 mila lavoratori.