Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

lunedì 26 febbraio 2018

Mappano, nuovo ricorso al Tar del sindaco Grassi

Un sindaco, di solito, trascorre molto tempo in Comune. A ricevere il pubblico, a parlare con la sua squadra, a decidere gli interventi da fare. Il sindaco di Mappano, Francesco Grassi, trascorre, invece, molto tempo in compagnia di avvocati, a scrivere esposti e ricorsi, e pare più propenso a frequentare aule di tribunali e di enti superiori che quella del proprio Consiglio comunale. Proprio oggi, il collega di Borgaro, Claudio Gambino, si è visto recapitare sulla scrivania un nuovo, l'ennesimo, ricorso al Tar del sindaco mappanese (e con ogni probabilità la stessa sorpresa riceverà anche Luca Baracco, primo cittadino di Caselle). Un ricorso, con richiesta di sospensione immediata, contro lo scioglimento del Cim, avvenuta il 21 dicembre scorso. Un atto legittimo? Nella forma probabilmente sì. Se non fosse che una manciata di giorni dopo, il 17 gennaio, lo stesso Grassi aveva firmato l'atto che trasferiva i dipendenti dell'ormai ex Cim al nuovo Comune di Mappano, accettando quindi lo stato delle cose. «Dopo una lunga trattativa è stato fatto un passo fondamentale che dà inizio ad un percorso di accordi importanti relativi allo scorporo di Mappano - aveva ribadito in quella occasione Grassi - Siamo felici di accogliere i primi dipendenti del Comune di Mappano e speriamo che presto siano affiancati dagli altri che hanno fatto istanza di mobilità volontaria. Riteniamo che questo accordo con la città di Caselle sia l'inizio di una serie di accordi che permettano lo sviluppo del nostro Comune in armonia con i Comuni da cui si è distaccato». Non si tratta di un caso di omonimia: il Grassi firmatario del ricorso è lo stesso che accoglieva, con una buona dose di soddisfazione, i "suoi" primi dipendenti. Ma da quei giorni è già passato più di un mese e, ormai si sa, le idee e i provvedimenti (legali, più che amministrativi) turbinano in quel di piazza Don Amerano più delle acque di un mare in tempesta. Peccato che i cittadini (e le imperese del territorio) di fare la parte dei naufraghi proprio non ne abbiano voglia...