Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

martedì 20 febbraio 2018

Mappano Tesoreria al Credito Valtellinese? No grazie. L'Istituto bancario è in gravissime difficoltà. Campioni e Marchese chiedono di rivedere la scelta



Valter Campioni
Quando si dice la sfortuna... Mappano è da otto mesi perseguitata da intoppi e avversità. L'ultimo in ordine di tempo si chiama Credito Valtellinese, la banca scelta nel novembre scorso dall'amministrazione Grassi per gestire il servizio di tesoreria comunale. Ebbene, quella banca naviga in acque tutt'altro che tranquille. Da  lunedì 19 febbraio (si concluderà l’8 marzo) è iniziata la ricapitalizzazione e a quanto affermano gli esperti in alta finanza non "per un ipotetico rilancio dell’istituto, quanto per evitare che venga posto in risoluzione, schiacciato dall’enorme massa di crediti in sofferenza (4 miliardi, il 25% degli impieghi) e da perdite sempre più consistenti (332 milioni di rosso sulla base dei risultati preliminari del 2017)". La richiesta di 700 milioni al mercato, sembrerebbe essere più che altro un atto dettato dalla disperazione. In questi anni è stato  distrutto valore per oltre 1 miliardo di euro e le azioni dello storico istituto valtellinese, che giusto quest’anno arriverà a compiere 110 anni, hanno perso oltre il 90% dai livelli di marzo 2015. Una situazione che preoccupa non poco i consiglieri di Uniti per Mappano, Valter Campioni e Federica Marchese, che a tal proposito avevano già presentato un'interpellanza a novembre quando la situazione del Credito Valtellinese era già pessima anche se non ancora disperata come ora. "L'aumento di 400 milioni di euro nel 2014 - spiegavano già tre mesi fa - non è stato efficace: gli indici patrimoniali di quella bancca  sono di poco sopra il limite regolamentare; la Borsa italiana dal 20 novembre scorso vieta l'immissione di ordini senza limiti di prezzo". E, come se non bastasse l'agenza internazionale Moody's ha ridotto il rating da Ba3 a Ba2. 
Federica Marchese
"Ora ci chiediamo se non sia più opportuno - proseguiva l'interpellanza - collocare le risorse dei mappanesi in un istituto con maggiori garanzie dal punto di vista della solidità patrimoniale. E, ancora perchè non si mofdifica la base d'aste per coinvolgere il servizio tesoreria del CIM o le banche del territorio". A questa interpellanza depositata tre mesi orsono non è mai stata data risposta.
L’affidamento diretto è avvenuto per scelta degli amministratori  - commenta ora Campioni - non attraverso gara. Una scelta disastrosa, come il deposito al TAR del ricorso contro i comuni cedenti. Visto che il tempo medio di emissione di una sentenza definitiva è di cinque anni, dei bisogni dei propri cittadini, il comune Mappano inizierà ad occuparsene dal 2023 in poi".