Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

giovedì 1 marzo 2018

Borgaro, accusa di peculato, chiesta l'archiviazione

La vicenda era nata qualche anno fa, in prossimità delle elezioni. E poi era balzata agli onori della cronaca tempo dopo, quando una fotografia (che immortalava alcuni esponenti del Pd locale e della maggioranza cittadina intenti ad imbustare materiale elettorale nell’ufficio del sindaco) finita nella mani dell’opposizione, aveva dato il la ad un esposto del Gruppo Latella, incentrato sull’utilizzo dei locali comunali per una attività non legata all’amministrazione. Il tutto si era trascinato per mesi, fino ad arrivare, nei giorni scorsi, alla richiesta di archiviazione. E se dal fronte della maggioranza si attende la conclusione dell’iter, prima di prendere una posizione, dal fronte del gruppo Latella la presa di posizione non tarda ad arrivare: «Fare opposizione, ovvero vigilare, controllare e garantire che le azioni poste in essere siano nell’esclusivo interesse della collettività. Questo il nostro ruolo. Nulla di più. Nulla di diverso. Non invidie personali e gelosie politiche, non atti a screditare le persone, ma atti rivolti alla verifica delle scelte e dei comportamenti della maggioranza. Detto ciò ci corre l’obbligo di evidenziare, come a seguito della richiesta di archiviazione del procedimento pendente dinnanzi al tribunale di Ivrea, avviato d’ufficio nei confronti di alcuni esponenti della maggioranza a fronte dei documenti emersi durante le indagini, ci è sembrato doveroso, in qualità di amministratori, segnalare ulteriormente alcuni dati che non ci hanno convinto per far eventualmente emergere responsabilità e comportamenti non conformi alla legge. Anche perché, pensandola diversamente, passerebbe il messaggio per cui chiunque avrebbe diritto di utilizzare il Comune come se fosse un bene proprio. E tale dato, per nostra valutazione politica prima ancora che di buon senso, non appare accettabile. Tale tesi ci pare ancor più sostenibile se ci si pone questa domanda: a parti inverse, nell’interesse della trasparenza amministrativa e per rispetto dei cittadini, quali azioni sarebbero state prese nei nostri confronti?».