Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

sabato 10 marzo 2018

Caselle Quando la menzogna è fede e la corruzione una virtù. Incontro con Farhad Bitani autore dell'"Ultimo lenzuolo bianco"



Non ha mezzi termini quando racconta delle atrocità commesse contro il suo popolo. E, non risparmia nessuno mentre descrive le nefandezze che hanno colpito il suo Paese, l'Afghanistan.  Né i mujaheddin e tanto meno i talebani, così abili da rendere la brutalità, uno spettacolo. Cose che Farhad Bitani, 31 anni - ex capitano dell'esercito che l'orrore l'ha visto tutto e vissuto fin da bambino, ora rifugiato politico - ha scritto con  crudezza e  drammaticità  nel suo libro "L'ultimo lenzuolo bianco" (con la prefazione dello scrittore e giornalista Domenico Quirico). Un libro che le maggiori case editrici, tuttavia, hanno rifiutato. Un libro, duro, scomodo, ma  straordinario che ieri sera, venerdì 9 marzo è stato presentato a Caselle.  Perché Farhad, figlio di un generale, il braccio destro del leggendario Massoud, “Il leone del Panshir”, che ha sconfitto i russi e che ha lottato contro i talebani, sull'Afghanistan dice solo la verità. Senza filtri. Senza mediazioni   Rivela che dietro la meticolosa precisione religiosa dei Fondamentalisti altro non c'è che il desiderio di potere e di denaro. Un sistema corrotto dove la menzogna (Farhad lo dice chiaramente che il Corano insegna tutt'altro) è fede e la corruzione una virtù. La sua "conversione" all'umanità, lui figlio di potenti, fondamentalista convinto, avviene proprio in Italia dove incontra qualcosa  che trasforma  radicalmente la sua vita. Dove scopre che gli "infedeli" sanno essere accoglienti e generosi. Proprio attraverso questi incontri riscopre il suo Dio. Riconosce il vero Islam. Oggi Farhad  vive in Italia, a Torino dove svolge il lavoro di mediatore culturale. Un incontro indimenticabile quello di ieri sera a Caselle, splendidamente condotto dall'assessora alla cultura, Erica Santoro, che saputo trasmettere passione e interesse al numeroso pubblico intervenuto.