Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

lunedì 12 marzo 2018

Caselle Teresa, la storia di una staffetta partigiana può essere raccontata anche con i burattini

Ivana parisi della compagnia teatrale Le calze braghe
I burattini
Anche i burattini possono raccontare un pezzo fondamentale della nostra storia. E, se poi la protagonista è una donna, è un valore aggiunto. Uno spettacolo per grandi e piccini che ieri, domenica 11  marzo, a Caselle, in sala Cervi ha entusiasmato il pubblico. Raccontare in modo leggero, ma comunque forte la storia di una staffetta partigiana non è cosa di tutti i giorni. Ivana Parisi c'è riuscita egregiamente con i suoi burattini. Inserito nel calendario di "365 giorni donna" lo spettacolo Teresa" ha ottenuto un grande successo. L'introduzione è stata affidata all'assessora alle Pari Opportunità, Angela Grimaldi e alla presidente dell'ANPI casellese, Giusy Chieregatti che con una certa emozione ha spiegato, soprattutto ai tanti bambini presenti in sala quanto sia importante la cultura, la cultura della democrazia e del
Il numerose pubblico presente
rispetto. Ma, la Teresa dello spettacolo esiste davvero. Ha più di 80 anni, ne aveva appena 16 durante la Resistenza 
. Nel 1943 Teresa viveva a Bibbiano, nella provincia emiliana. La sua era una famiglia antifascista, ma Teresa studiava e le fu impedito di contribuire alla Resistenza finché un bombardamento non distrusse la sua scuola. A quel punto entrare nella lotta non era più una scelta, ma l’unica via possibile, la cosa più naturale da fare. Organizzare spostamenti nelle campagne in cui era cresciuta e che conosceva come le sue tasche, consegnare messaggi, scegliere altre staffette, accompagnare partigiani lungo l’Appennino: la storia di Teresa è quella di tante altre ragazze, staffette come lei, indispensabili ai tempi per permettere alle righe di partigiani di disperdersi e ricomporsi per organizzare quelle forme di guerriglia tanto efficaci quanto rischiose. Difficilmente si racconta in modo “non ufficiale” la Resistenza. La lotta di Liberazione
fu una guerra che nacque dal basso, resa possibile da un forte senso di responsabilità verso le generazioni future e da un’estrema consapevolezza del valore e dell’importanza che ogni partigiano aveva nella liberazione dell’Italia dai nazifascisti. E se nella storia ufficiale e maschilista il valore delle donne non è stato forse messo abbastanza in risalto, è il racconto - anche attraverso uno spettacolo inusuale come quello andato in scena a Caselle - di chi la storia l’ha fatta e vissuta a ricordarci quanto queste donne siano state indispensabili.
L'assessora Angela Grimaldi e la presidente ANPI, Giusy Chieregatti