Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

mercoledì 14 marzo 2018

I bambini delle mamme che lavorano sono molto coraggiosi. Una poesia diventata virale

Un atto di ribellione può anche nascere da una poesia. Versi scritti in un momento di sconforto, ma che stanno aiutando migliaia di mamme ad affrontare la difficile situazione
Amelia Tipaldi
di donna divisa tra lavoro e famiglia. E' così che Amelia Tipaldi, giovane ingegnere  di Settimo, mamma di tre bambini, con una semplice poesia, diventata virale su facebook, sta offrendo il suo contriburo a decine di migliaia di donne. Sì, perchè "I bambini delle mamme che lavorano" ha ricevuto quasi 50mila condivisioni. L
’opera nasce dal grande successo del blog “Mamma raccontami una storia” da cui è poi nato il libro. Libro che affronta una tematica importante e quanto mai attuale: come gestire il tempo che le donne/mamme trascorrono fuori casa, quindi quello che inevitabilmente viene tolto alla famiglia.Un equilibrio precario in cui i nonni assumono un ruolo determinante. Come è nata l’idea di questa poesia? "La poesia è nata due anni fa - risponde Amelia -  in una  fredda  mattina di febbraio. Mio figlio più piccolo aveva la febbre e mi dispiaceva lasciarlo a casa con mia mamma ma dovevo andare al lavoro. Durante quella lunga giornata è nata in me questa poesia. Per esprimere un’emozione che so capita a tante madri".  Il testo è scandito da un orologio che segna il tempo dal mattino fino alla sera, ripercorrendo la routine di ogni bambino e si conclude quando la mamma e il suo bambino si ritrovano finalmente insieme per la lettura della buona notte. "Un libro che dedico a tutte le mamme che affrontano il primo distacco dal loro bambino - conclude - ma soprattutto lo dedico a tutti i loro coraggiosi bambini.

Ecco il testo
I bambini delle mamme che lavorano sono ­molto coraggiosi.
Al mattino vorrebbero rimanere a casa con la mamma, ma si asciugano le lacrime e restano a giocare con la nonna.

I bambini delle mamme che lavorano sono ­molto coraggiosi.
A pranzo vorrebbero mangiare con la mamm­a, ma si sforzano e imparano a mangiare da ­soli.

I bambini delle mamme che lavorano sono ­molto coraggiosi.
Al pomeriggio vorrebbero fare la nanna con la mamma, ma si addormentano lo stesso abbracciand­o un pupazzo.

I bambini delle mamme che lavorano sono ­molto coraggiosi.
Alla sera vorrebbero vedere subito la mamma, ma aspettano davanti alla porta anche se­ fuori è tutto buio.

I bambini delle mamme che lavorano
quando la porta si apre e vedono la mamm­a corrono super veloce, saltano super in a­lto e stringono super forte la loro mamma.

I bambini delle mamme che lavorano sono coraggiosi come i supereroi.­
Le mamme che lavorano sono molto coraggi­ose.
Al mattino vorrebbero rimanere a casa con il loro bambino, ma si asciugano le lacrime e salgono in ­macchina.

Le mamme che lavorano sono molto coraggi­ose.
A pranzo vorrebbero tornare a casa dal loro bambino, ma mangiano un panino veloce in ufficio ­per uscire prima alla sera.

Le mamme che lavorano sono molto coraggi­ose.
Al pomeriggio vorrebbero fare una passeggiata con il loro bambino, ma guardano la foto dal cellulare e ­finiscono di lavorare.

Le mamme che lavorano sono molto coraggi­ose.
Alla sera vorrebbero vedere subito il lo­ro bambino, ma escono di corsa dall’ufficio e schizz­ano via nel traffico.
Le mamme che lavorano quando aprono la p­orta e vedono il loro bambino corrono super veloce, si accovacciano su­per in basso e stringono super forte il ­loro bambino.
Le mamme che lavorano sono coraggiose come i supereroi.