Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

lunedì 9 aprile 2018

Caselle, Il piano industriale ENAV rischia di creare problemi a 40 lavoratori




I lavoratori Enav, l'ente nazionale di assistenza al volo, 1900 in tutta Italia, 40 all'aeroporto di Caselle, gli uomini e donne radar, sono in fibrallazione. E' per quel piano industriale che l'ente ha approvato lo scorso 12 marzo che ha come obiettivo nei prossimi 5 anni di ridimensionare tutto il sistema. Chiediamo  azioni coordinate tra tutti i sindacati - dicono i lavoratori -  alla ricerca di appoggi politici e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica. Non possiamo permetterci di trattare. Già in passato si è tentato di gestire la privatizzazione e si è inseguito il sogno di mantenere intatto il perimetro di Enav. Oggi ci dicono che il sacrificio del basso traffico non è stato sufficiente, che il perimetro sta cedendo ancora.Allora remotizziamo, accorpiamo, spostiamo centinaia di famiglie e chi ha ideato questo piano vorrebbe anche sentirsi dire grazie per aver scritto che un’azienda che guadagna 100 milioni di euro non ci licenzia. Si riempiono la bocca di parole come human factor, safety, fatigue and sleep management e poi un 12 marzo qualsiasi non hai più certezze per il futuro, ma devi ugualmente metterti le cuffie e lavorare". Cosa sta succedendo? ENAV ha approvato il suo piano industriale che prevede una vera e propria rivoluzione nella gestione del traffico aereo e anche massicci trasferimenti di personale. Oggi il sistema prevede 4 centri di controllo, a Milano, Roma, Padova e Brindisi. Questi quattro centri assistono gli aerei in volo. Durante la rotta. Poi ci sono 45 torri di controllo, tra cui anche quella del "Pertini", che prendono in carico gli aeromobili quando sono in fase di avvicinamento, di atterraggio, decollo e a terra. Ecco, nei prossimi 5 anni i centri diventeranno due, Milano e Roma e non gestiranno più gli aerei soltanto in rotta, ma anche in tutte le altre fasi e per quasi tutti i 45 aeroporti italiani. I centri di Brindisi e Padova saranno trasformati in una sorta di avveniristici super "HUB" con speciali sensori e controllo video e da "remoto" potranno gestire tutte le fasi di volo di 26 aeroporti piccoli e medi, per cui torri di controllo e personale finirannno per non servire più.