Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

mercoledì 11 aprile 2018

Mappano rinuncia all'istanza cautelare contro Caselle sulla chiusura del CIM


I nodi arrivano al pettine. Chissà qual era il "periculum in mora" per la chiusura del CIM, contro cui il Comune di Mappano ha presentato ricorso al TAR? Chissà qual era, visto e considerato che ieri,
Luca Baracco
martedì 10 aprile, all'udienza cautelare - quella in cui proprio Mappano chiedeva al Tribunale amministrativo regionale la sospensiva dell'atto approvato il 21 dicembre scorso dal Consiglio comunale di Caselle, proprio per i danni che quella delibera comportava per i mappanesi - il legale di Mappano, ha chiesto non il rinvio dell'udienza, ma ha proprio rinunciato all'istanza di sospensiva. Motivo? Un fantomatico tavolo di concertazione con Caselle in programma già la prossima settimana. Un goffo tentativo di evitare la sconfitta. "Lunedì 9 aprile dopo un mese e mezzo di silenzio da Mappano - spiega il sindaco Luca Baracco - è arrivata ad un mio assessore una telefonata di un assessore mappanese per invitarci, guardacaso, alla distensione e ad un incontro. Ci è sembrato strano, ma poi abbiamo capito che questo gesto altro non era che il tentativo di mascherare il fatto che il giorno seguente avrebbero rinunciato all'istanza cautelare". Non un gesto di buona volontà, dunque, ma solo il tentativo di camuffare, in maniera anche piuttosto maldestra, il fatto si essersi  resi conto che quel ricorso forse, proprio proprio tanto fondato potrebbe anche non essere. "Ci sarà ancora l'udienza di merito al TAR - prosegue Baracco - ma il nostro legale ci ha spiegato che la rinuncia all'istanza cautelare equivale a riconoscere la propria soccombenza. Poi come finirà non lo so. Spetterà alla magistratura amministrativa dire l'ultima parola.  Forse si sono resi conto che in questo ricorso potrebbero anche risultare perdenti". L'incontro ci sarà, però, la prossima settimana? "Al momento non c'è nessuna data confermata - conclude Baracco -. E' chiaro che come abbiamo fatto finora noi saremo disponibili a collaborare, ma nessuno osi dire che l'incontro che ci sarà verrà  effettuato perchè il ricorso al TAR ci ha spaventati". Una domanda sorge spontanea da giornalista e cittadina: incaricare e pagare un avvocato per arrivare al TAR e rinunciare all'istanza cautelare non è uno spreco di denaro pubblico? Ai mappanesi l'ardua sentenza.