Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

venerdì 13 aprile 2018

Mappano un Comune in punta di diritto. L'assessore Battaglia: "un bilancio sostenibile e senza aumento di tasse"


Francesco Grassi
Mappano sempre più in punta di diritto. Duecentosessantamila euro di spese legali. Sono state inserite nel bilancio di previsione, approvato ieri sera, con voto contrario delle minoranze, dal Consiglio comunale di Mappano. Previsione certo, non consuntivo, ma se il buon giorno si vede dal mattino è certo che Mappano ricorrerà ancora e ancora alle carte bollate. Magari per poi in estremis rinunciare, come è avvenuto marteì davanti al Tar, all'istanza cautelare. Già, ma perchè secondo il sindaco era già convocato un tavolo a Caselle per la settimana a venire. Peccato che Caselle neppure lo sapesse. E, peccato che il primo cittadino di Caselle, Luca Baracco, abbia osato dichiarare che questo è stato l'escamotage per rinunciare e non chiedere un rinvio, che pure ci sarebbe stato, all'istanza cautelare contro la delibera del 21 dicembre, di scioglimento del CIM. "Uno sgarbo istituzionale" lo ha definito il sindaco mappanese, Francesco Grassi, che ha sostenuto che l'invito ad un incontro altro non fosse che un gesto di distensione. E, anzi che lavorerà alla creazione di un tavolo permanente per risolvere tutte le questioni per il bene di Mappano e dei Comuni cedenti. Dimenticando che Mappano, all'incontro convocato da Caselle il 22 marzo non solo non si è presentato, ma non ha neppure fatto una telefonata per annunciare che non avrebbe potuto partecipare. Ma, si sa, c'è sgarbo e sgarbo. Quando Federica Marchese di "Uniti per Mappano" ha chiesto lumi non solo sulla cifra in previsione per spese legali, ma anche sulla curiosa rinuncia all'istanza cautelare di martedì scorso, Grassi ha ribadito di dover difendere e tutelare i diritti dei mappanesi (cosa questa assolutamente sacrosanta) anche per le vie legali se necessario ed è tornato sul fatto che Leini e Borgaro non hanno voluto ritirare i ricorsi contro la legge istitutiva del Comune, cosa che con lo scioglimento del Cim ci pare non c'entri proprio nulla. Luigi Gennaro di Lista Mappano però ha ricordato al sindaco che sopra i 40 mila euro non potranno esserci affidamenti diretti di incarichi legali e il Comune non potrà, quindi, perennemente avvalersi dell'avvocato Ferrara, già legale del Comitato autonomista. Ma, se 260 mila euro, seppure solo in un'ottica di previsione, possono sembrare un'enormità, altrettanto ma in senso contrario appaiono gli appena 100mila euro per l'assetto del territorio. Una cifra e in tre anni, con cui non sarà neppure possibile avere le cartografie per un piano regolatore. Questa volta un appello lo facciamo noi: i Comuni cedenti vogliono portare all'attenzione pubblica questi benedetti, o maledetti conti? Entrate ricevute da Mappano, uscite per i servizi: illuminazione, acqua, rimozione della neve, riscaldamento, utenze telefoniche e tutto ciò che va aggiunto. Sarà l'unico modo per chiudere la vicenda e finalmente creare per davvero questo Comune. 

Davide Battaglia
Per quanto concerne il bilancio l'assessore Davide Battaglia afferma: "gli aspetti principali sono Indubbiamente la sostenibilità economica del comune e la conferma dei dati preventivati dalla Regione in fase di redazione della legge istitutiva del Comune ed a seguire dello studio commissionato dalla Città Metropolitana. Il totale delle Entrate previste in bilancio ammonta a circa 8 milioni euro di cui circa 5 milioni e mezzo tra partite correnti ed entrate extratributarie. Questo risultato è stato raggiunto senza l'aumento delle imposte a livello generale, la difficoltà maggiore nel conseguire questo obiettivo, è stata riscontrata nel l'armonizzazione delle diverse aliquote e tariffe derivanti dalla situazione precedente l'istituzione del comune, prime su tutte IMU e TARI. Su quest'ultima in particolare c'è da dire che il contratto di appalto in essere tra consorzio Bacino 16 e Seta ha lasciato pochissimo margine di manovra. Questo bilancio non è ancora in grado di esprimere la piena programmazione degli investimenti previsti dall'amministrazione, in quanto per questioni tecniche, non avendo ancora una quantificazione degli oneri di urbanizzazione certa e precisa, non si è potuto stanziare delle somme concernenti  investimenti, se non quelle relative all'avvio di studi di fattibilità. Altro aspetto importante è che comunque tutte le principali voci di spesa sono state destinatarie di stanziamenti a partire dalla famiglia, dal sociale, dalla cultura, sport e ragazzi, dall'istruzione,  per arrivare alle attività economiche, alle politiche del lavoro, alla pubblica sicurezza, ai trasporti, al soccorso civile ed alla tutela della salute. Siamo certi di aver correttamente programmato un piano di spese adeguato alla potenzialità ed alle esigenze del nostro Comune".



Il voto contrario delle opposizioni  Valter Campioni e Federica Marchese di Uniti per Mappano", Roberto Tonini di "Facciamo Mappano" e Luigi Gennaro di "Lista Mappano": le motivazioni

"In una logica “step by step” sarebbe stato normale, a distanza di 1 anno dalla creazione di Mappano Comune, arrivare in municipio e trovare una volta alla settimana un impiegato preposto a svolgere pratiche per l’ufficio commercio e un architetto o un geometra 2 volte alla settimana per svolgere attività di sportello come ufficio tecnico o urbanisticaa realtà è un’altra. Non solo non è stato eseguito il completamento di alcune funzioni preesistenti, quindi già a disposizione dei mappanesi negli ultimi anni in virtù del lavoro svolto dagli amministratori precedenti, ma al contrario si ha modo di certificare ”i passi indietro” rispetto alla gestione del CIM. I servizi preesistenti sono spariti: il commissario di Polizia Locale con un ufficio a disposizione dei cittadini aperto tre volte la settimana; la presenza di un geometra che seguiva lavori pubblici ed era a disposizione dei problemi dei cittadini, molte iniziative culturali venute meno, il controllo del territorio totalmente assente e nessun nuovo servizio a disposizione dei mappanesi. La principale scelta di questa Amministrazione finora realizzata, per le tasche dei mappanesi, è rappresentata dalle risorse impegnate per gli avvocati, delegati a svolgere le funzioni proprie della pletora di amministratori mappanesi, pari a 260.400 euro nel triennio.
La previsione di spesa del costo degli amministratori sino al fine 2018, è pari a 209.180 euro.
La proposta sui rifiuti è il paradigma del fallimento di questa amministrazione.  Invece di perseguire la riscossione si aumenta del 10% la tariffa alle famiglie a compensazione di quelle che invece la tassa non la pagano.  Si spendono 66mila euro l’anno per collocare rifiuti speciali negli eco centri dei comuni cedenti invece di localizzare in paese una eco stazione mobile un giorno a settimana con costi pari a 10mila euro l’anno; questa operazione consentirebbe di ridurre la tariffa di un altro 4%. Una famiglia di 3 persone in un alloggio risparmierebbe 40 euro l’anno passando da 270 a 230 euro. Per quanto riguarda i rifiuti speciali, smaltiti a carico di aziende e commercianti, non viene scomputata la superficie dell’attività, facendo di fatto pagare due volte la tariffa. Il secondo bilancio del comune di Mappano, senza una visione, rispetto alle istanze di noi cittadini, prevede zero euro per garantire una migliore qualità della vita e un corretto sviluppo del territorio. Nello specifico zero euro  per la qualità dell’aria e riduzione dell’inquinamento; zero  per la messa in sicurezza del territorio; zero  per lo sviluppo del settore agricolo e del sistema agroalimentare;   per le azioni finalizzate allo sviluppo tecnologico con ricadute sull’ambiente;  zero  per le  azioni finalizzate al risparmio energetico.  
Rispetto ai suddetti costi, i documenti di bilancio di previsione finanziario 2018/2020 e il DUP non rispettano chiaramente il principio di invarianza di spesa triennale enunciato dal dispositivo della Corte dei Conti. Le aspettative dei mappanesi che hanno lottato per Mappano Comune, per avere maggiori investimenti e servizi, dopo un anno, sono già naufragate vista la non capacità dell’esecutivo in carica".
E sul rispetto o meno dell'invarianza di spesa la "sentenza" ora spetta alla Corte dei Conti