Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

giovedì 24 maggio 2018

Borgaro - Archiviato dalla Procura di Ivrea il procedimento contro Barrea, Casotti, Ponchione e Ricci. Non c'è stato peculato solo comportamenti "censurabili"

Procedimento archiviato. Dopo tre anni si chiude definitivamente la vicenda giudiziaria
Vincenzo Barrea
che vedeva imputati  l'ex sindaco Vincenzo Barrea (ora consigliere comunale  a Borgaro e in Città Metropolitana) l'assessore Gigi Casotti, il capogruppo di maggioranza Giuseppe Ponchione e il segretario PD, Marco Ricci. I quattro accusati a vario titolo di peculato, secondo la denuncia alla Procura di Ivrea, inviata dal gruppo "Latella" contro ignoti avrebbero usato i locali comunali per la campagna elettorale del 2014. Per due volte il giudice del tribunale di Ivrea, Giuseppe Drammis, su richiesta del pm, Stefania Cugge, aveva già tentato di archiviare il procedimento. A fermare tutto era stata l'opposizione proprio del gruppo Latella. La scorsa settimana si è svolta ancora un'udienza e sono stati sentiti i testimoni, mentre una lettera anonima giunta ai primi di maggio non è stata ammessa alla fase dibattimentale. Ancora una volta è stata richiesta l'archiviazione e ieri, mercoledì 23 maggio, il giudice ha disposto l'archiviazione. "Dalle indagini e dal dibattimento - spiega l'avvocato Alfredo Caviglione che ha difeso gli imputati - emerge che non ci sia stata nessun danno per il Comune. Nessun danno neppure riguardo alla vicenda dei contributi dati arbitrariamente  ad alcune associazioni. Le associazioni a Borgaro sono inserite  in un'apposita graduatoria ed in base a quella ricevono i contributi. E' la fine di tre anni davvero difficili e pesanti per queste persone che si sono viste denunciare e sbattere in prima pagina per un reato grave. La loro immagine ne è uscita danneggiata. L'archiviazione gli rida la serenità e anche, finalmente, restituisce le credenziali di fronte ai cittadini ".
Non concorda il gruppo "Latella" che prende atto delle decisioni del giudice ma replica: "Fare opposizione, ovvero vigilare, controllare e garantire che le azioni poste in essere siano
nell’esclusivo interesse della collettività. Questo il nostro ruolo. Nulla di più. Nulla di diverso.
Non invidie personali e gelosie politiche, non atti a screditare le persone, ma atti rivolti alla verifica delle scelte e dei comportamenti tenuti negli anni da alcuni amministratori. Lo avevamo già detto e lo ribadiamo. Ci siamo mossi presentando un esposto contro ignoti redatto a seguito di segnalazioni dei cittadini e sulla base di documenti e testimonianze rese nel corso delle indagini. Oggi, preso atto del provvedimento del Giudice, non possiamo far altro che rispettarlo pur non condividendolo appieno.
Su quei comportamenti, che sono stati definiti solo “deprecabili” nonché “censurabili”, sarebbe stato
forse opportuno, nel corso del tempo, svolgere ulteriori approfondimenti, al fine di appurare se gli
indizi emersi potessero avere una maggior rilevanza ed acclarare quanto realmente accaduto".

Alessandro Ferricchio, Cristiana Sciandra e Marco Latella