Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

giovedì 24 maggio 2018

Leini - Oltre 600 partecipanti alla Marcia della Legalità.


E’ stato un lungo, coloratissimo corteo, di bimbi, insegnanti, genitori, nonni, quello che ha attraversato mercoledì scorso le principali vie di Leinì, toccando gli edifici scolastici, e diverse aree pubbliche. Un corteo della legalità e per la legalità, aperto non a caso dal primo cittadino di Leinì, la dottoressa Gabriella Leone, che ha retto un significativo striscione, insieme agli alunni della scuola primaria Anna Frank, che hanno partecipato ad un percorso della legalità, fatto di incontri e laboratori, proposti dall’amministrazione comunale e seguiti dall’associazione Acmos. Una data, quella che si è scelta per il corteo, per nulla casuale: il 23 maggio del 1992 si consumò la strage di Capaci, l’uccisione del Giodice Falcone, della moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta, quando il terrorismo mafioso in Sicilia toccò vertici di ferocia inaudita. Ecco i bambini che sono sfilati per la marcia della legalità, neppure erano nati nel 1992, eppure hanno compreso molto presto, insieme a tanti cittadini leinicesi, che la mafia, come la camorra, la ndrangheta non sono esclusivamente fenomeni criminali legati al sud del nostro Paese. Qualche anno fa l’amministrazione comunale di Leinì fu sciolta per infiltrazioni mafiose. Una ferita profonda e mai completamente rimarginata, rimasta nel cuore e nella mente di tanti cittadini onesti. Ma la marcia della legalità non aveva come fine quello di guardare ad un passato più o meno recente, fatto di inchieste giudiziarie ed episodi criminali. I bambini delle quarte e quinte elementari dell’Anna Frank, seguiti dai propri docenti, hanno realizzato e dipinto una serie di piastrelle, poi collocate all’ingresso di tutti gli edifici scolastici di Leinì, a ricordo e monito di tutte le vittime innocenti colpite dalle varie mafie, in particolare i giovani ed i bambini, i più indifesi. Un serpentone gioioso, fatto di palloncini colorati, musica, si è snodato lungo le vie leinicesi, per poi concludersi in piazza Vittorio Emanuele II, dove i palloncini sono stati fatti librare in cielo. La manifestazione, con oltre 600 partecipanti è proseguita con gli interventi Paola Caccia, la figlia del magistrato torinese Bruno Caccia, ucciso dalla ndrangheta nel 1983, che ha ricordato il ruolo e l’impegno di suo padre per contrastare le infiltrazioni mafiose, nel Piemonte del primi anni ottanta del secolo scorso. Mentre Isabella Spezzano di Acmos, ha illustrato i molti lavori realizzati dai bambini dell’Anna Frank, che saranno esposti nel foyer del Teatro Pavarotti, fino alla mattinata di domenica 27 maggio. Chiare ma efficaci le parole del sindaco Gabriella Leone, nel rivolgersi ai tanti bambini e ragazzi che assiepavano l’ingresso del Teatro: “L’ingiustizia, la sopraffazione, possono nascere anche fra i banchi di scuola. Non dovete immaginare che queste siano cose che riguardano solo gli adulti. Legalità significa anche rispetto, condivisione delle regole, che devono valere per tutti. Le mafie si insinuano e dominano laddove manca la cultura della legalità, che è costituita da tante piccole e grandi regole che dobbiamo imparare tutti  a rispettare”. Dopo la lettura di alcuni brani legati al valore della Costituzione italiana, i ragazzi hanno cantato “La Canzone dei diritti dei bambini”, ed “I cento passi”, un brano rap ispirato alla figura di Peppino Impastato, ucciso dalla mafia nel 1978.