Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

domenica 27 maggio 2018

Mappano - Dopo 30 anni si scioglie il gruppo dei Lavandè del Mapan.


Cena di commiato per il gruppo dei Lavandè di Mappano. Si scioglie a 30 anni dalla nascita la storica associazione culturale e folcloristica, fondata da Mariuccia Martinengo e la madre Cinta, insieme ad altri mappanesi discendenti dalle storiche famiglie di lavandai, o semplicemente attenti e desiderosi di valorizzare questa peculiare realtà. Uno scioglimento del gruppo in parte dettato dall’età dei membri e dal ricambio generazionale che è venuto a mancare. “Quando siamo nati nel 1988 - ha ricordato fra la commozione di tutti,  Antonio Miriello, presidente del sodalizio – eravamo un gruppo numeroso, è impossibile ricordare oggi i nomi di tutti coloro che ci hanno lasciato, ma che sono sempre nel nostro cuore”. Non c’è stata iniziativa o manifestazione, in cui non fossero presenti i Lavandè, con i loro costumi tipici. Fosse un carnevale o una festa a scuola, loro hanno sempre dato un contributo. Anche sul piano della ricerca e della trasmissione storica hanno fatto molto, affinchè la storia peculiare del mondo delle lavanderie mappanesi, con i proprio strumenti tipici, non andasse dispersa. Strumenti di lavoro, foto d’epoca, documenti, abiti tipici, sono stati raccolti e conservati, e spesso esposti al pubblico, come sabato sera nell’ambito della manifestazione curata dalla Pro Loco di Laura Moletto: “La cena di una volta”, iniziativa enogastronomica che si è svolta presso la struttura coperta di Piazza Papa Giovanni Paolo II, a cui hanno preso parte oltre un centinaio di mappanesi. Una festa sì, ma anche un commiato, condito da un pizzico di nostalgia “Dobbiamo essere grati ai lavandè – ha sottolineato Laura Moletto a nome della Pro Loco – per il lavoro di riscoperta e valorizzazione delle antiche lavanderie mappanesi, che sono state sul piano economico, il motore di sviluppo della prima comunità di Mappano. Senza quelle attività presenti sul territorio, oggi Mappano non esisterebbe, o sarebbe molto diverso da come lo conosciamo”. Ma nulla di questo patrimonio storico e culturale andrà perduto. Se i Lavandè hanno appeso i costumi al chiodo, continueranno comunque gli incontri nelle scuole, da parte di Miriello, per trasmettere alle nuove generazioni di mappanesi la storia delle origini di questa comunità. Ma anche per quello che si tratta della “cultura materiale” legata al mondo delle lavanderie, patrimonio caratteristico di oggetti, foto e documenti, raccolto negli anni, nulla andrà disperso. Il sindaco di Mappano, Francesco Grassi, ha assicurato che da parte dell’amministrazione comunale ci sarà il massimo sforzo per tutelare e valorizzare nelle sedi opportune, questi oggetti legati fortemente al mondo delle lavanderie. “Magari un piccolo spazio dove poterli mostrare ai visitatori – ha dichiarato Francesco Grassi – chissà anche un ecomuseo dedicato espressamente al mondo delle lavanderie e delle famiglie mappanesi che svolgevano questo mestiere”. Al termine della serata un omaggio floreale è stato consegnato a Mariuccia Martinengo, appartenente ad una storica famiglia di lavandai, che per tanti anni, con la madre Cinta ed il padre Giovanni, ha lavorato con passione ed impegno a favore dell’associazione dei Lavandè, mettendo anche a disposizione dei locali della sua casa, quale sede dell’associazione. Un amore profondo per quel mondo, che non sarà comunque dimenticato, grazie all’impegno ed al lavoro costante e disinteressato, in questi ultimi trent’anni da parte del gruppo dei Lavandè del Mapan.


Il gruppo folcloristico dei Lavandè del Mapan

La Pro Loco di Mappano

Il labaro di fondazione del 1988

Lo storico labaro della prima società dei Lavandai del 1921

I partecipanti alla cena





Il sindaco Francesco Grassi presente alla serata

Un foto storica dei Lavandai di Mappano





Laura Moletto presidente della Pro Loco

Mariuccia Martinengo

Antonio Miriello

Antonio Miriello con il sindaco

Roberto Tonini e Mariuccia Martinengo

La torta in onore dei Lavandè