Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

giovedì 7 giugno 2018

Leini - Arriva l'associazione Psicopoint per avvicinare le persone e ridurre le barriere mentali

Avvicinare le persone, ridurre le barriere mentali e la paura del diverso. Questi gli ambiti nel quale si muove l’associazione Psicopoint, che da tempo realizza progetti sul territorio dell’Asl To 4. Tra questi, il progetto Iesa. “Iesa – spiegano dall’associazione - è l’acronimo di Inserimento Eterofamiliare Supportato di Adulti, un servizio di volontariato retribuito,
Gabriella Leone
sostenuto dall’ASL TO4 e realizzato dalla società Tercare srl. Consiste nell’inserimento di una persona che soffre di disturbi psichici, seguita dai Centri di Salute Mentale del territorio, all’interno di una famiglia abilitata. 
E’ un progetto che nasce come alternativa all’istituzionalizzazione. Per “istituzionalizzazione” si intende ad esempio, il ricovero in strutture psichiatriche, comunità terapeutiche o gruppi appartamenti che possono essere utili per il paziente in determinati momenti della propria vita e in condizioni di maggiore fragilità mentre, in altre condizioni, possono isolare la persona con un conseguente peggioramento della qualità della vita. Spesso per tali persone è impossibile appoggiarsi alle proprie famiglie d’origine: non le hanno più oppure a causa delle fragilità della famiglia, quest’ultime non se ne fanno più carico. Così entra in campo il progetto. Numerose esperienze e ricerche svolte in Italia ma ancora prima in Europa (Francia, Germania, Olanda, Scozia, Belgio, Norvegia, Finlandia solo per fare qualche esempio), mostrano come l'inserimento possa essere altamente benefico e terapeutico per l’ospite che, attraverso le naturali capacità affettive, educative e di supporto sperimentabili in famiglia, può recuperare e valorizzare le proprie capacità relazionali e di autonomia, e rinforzare la propria identità. Per le famiglie ospitanti, è previsto un contributo economico di circa 1000 euro al mese. Oltre alla questione prettamente economica, si tratta anche di una situazione molto stimolante che crea nuove reti sociali. 

Infine, il progetto Iesa produce un risparmio economico per la sanità pubblica: un inserimento eterofamiliare, infatti, costa circa un terzo rispetto a un inserimento in comunità. Gli operatori dell’Asl e l’équipe Iesa, in modo integrato, si occupano di selezionare le persone da inserire e le famiglie ospitanti, di seguire ogni fase dell’abbinamento e di accompagnare e monitorare l’inserimento, preoccupandosi del benessere della persona inserita e della famiglia ospitante. L’équipe Iesa segue l’intero progetto con una reperibilità h24, e visite costanti alla famiglia e all’ospite”.

Per diventare famiglia ospitante è necessario avere alcuni requisiti: per esempio una stanza decorosa per l’ospite, disponibilità a collaborare con gli operatori, tempo libero, ma anche flessibilità, buona volontà e un po’ di pazienza. Quello che non è assolutamente necessario è essere dei professionisti del settore.

Le tipologie d’inserimento previste, in base al progetto terapeutico dell’ospite e alle esigenze della famiglia, sono essenzialmente due: il cosiddetto “full time” (o “tempo pieno”), in cui la persona occupa una stanza nella casa in cui vive con la famiglia, e il “part-time” (la persona trascorre con la famiglia alcune ore nell’arco della giornata o della settimana, conservando un’altra abitazione).
I progetti di accoglienza, infine, possono svilupparsi nel breve periodo (da alcune settimane a qualche mese), nel medio periodo (non oltre i due anni) o nel lungo periodo (oltre i due anni).

“Un progetto importante, che sta ottenendo risultati molto positivi. E che ora potrà vedere la partecipazione anche dei cittadini di Leini– spiega il sindaco, Gabriella Leone – Dopo le vacanze estive sarà promosso un evento nel corso del quale l’iniziativa sarà illustrata alla cittadinanza, ma chi volesse saperne di più già da ora, può comunque contattare il numero 335/8766809, oppure scrivere alle mail info@psicopoint.it oppure servizioiesa@gmail.com”.